I “nostri” Vini Naturali

Vini_naturali_2010A cura di Fabrizio Vicari & Carla Campus (Sommelier – Staff GustoVino)

 

Sabato 30 gennaio 2010, ci siamo immersi nella manifestazione organizzata da Tiziana Gallo su i Vini Naturali che si svolge all’Hotel Columbus a Roma.

Si, si è trattato di una vera e propria immersione, perché appena un paio d’ore dall’apertura dell’evento, le sale erano già gremite di gente “affamata” di incontrare e di scoprire (o anche di avere conferme, come noi) questi produttori, per qualcuno alternativi, per altri inventori, ma forse solo “artigiani” del vino naturale.

Avevamo già delle mete precise, andare da chi frequentiamo abitualmente per un saluto ad un amico, e scoprire nuove ricchezze, sia enologiche che umane.

“Didatticamente” all’inizio ci siamo diretti verso i vini bianchi, e abbiamo fatto  la conoscenza di Renato Keber…i suoi vini ci hanno subito sorpreso: in questo contesto è difficile che “non ti succeda”… Iniziamo dal Friulano, passiamo per il Tocai (nel 2005 era ancora Tocai!) e terminiamo con la Ribolla Gialla sia filtrata che non, tutti prodotti interessanti, peccato che l’ultimo, la Ribolla non filtrata ci lasci una bocca non molto pulita, ma pensiamo che questo sia lo scotto da pagare per questi tipi di prodotti.

Andando “verso sud” e ci siamo imbattuti  in  Ciro Picariello e nel suo Fiano “in verticale” dal 2007 al 2005 in cui questo Campanissimo vitigno non ha perso un colpo, forse leggermente “corto” rispetto agli altri l’annata 2005.

Risalendo, sempre dal punto di vista geografico, abbiamo cercato conferme negli splendidi Trebbiano di Emidio Pepe: il 2006, il 2005, il 2002…ogni volta un’esplosione diversa di profumi, di sensazioni uniche, insomma tutto quello che “non” ti aspetti da un Trebbiano lo trovi in questi capolavori!!

Un produttore che avevamo programmato d’incontrare è Giovanni Scarfone (Bonavita) artefice e “creatore” di due prodotti provenienti dalla zona  di Messina, il Rosato ed il Faro, tutti e due da Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nocera, vitigno autoctono proprio e solo di queste zone.
Assaggiando il Rosato non possiamo non esclamare finalmente un rosato fruttato e profumato, caratteristiche purtroppo mai facili da trovare nella sua tipologia; ha solo 15 giorni di vita, ma sembra che ci sia una fragola all’interno della bottiglia, un leggero residuo zuccherino lo rende piacevole, ma non stucchevole.
Il Faro 2007 è piacevolissimo, un bel frutto e una bella spina acida: veramente un bel vino!

Finalmente, dopo avere avuto un rapporto solo “epistolare” tramite e-mail, abbiamo incontrato dal vivo quel vulcano di Arianna Occhipinti!
Ci ha accolto con uno dei suoi “esperimenti” (accuratamente nascosto e non in degustazione) prelevato dalla botte: un bianco da zibibbo e albanella, un vitigno che Arianna sta cercando di riportare alla luce, e quasi scomparso dalle sue parti. Al naso lo zibibbo è evidente, l’albanella gli conferisce equilibrio e struttura rendendolo particolare e non scontato.
Per quanto riguarda i rossi, l’SP68 (Cerasuolo di Vittoria) è pronto e piacevole, il Frappato, che conosciamo per i suoi profumi particolari, qui esprime un’acidità che lo fa accostare, anche come tradizione, tranquillamente ad un piatto di pesce, mentre il Siccagno (Nero d’Avola) è elegante nella sua struttura snella grazie anche ad un’annata favorevole.

Ormai ai rossi, non potevamo non tornare da Emidio Pepe, e dal suo Montepulciano: dal 2006 al 2000 è stata una continua scoperta e forse l’ultima annata ha espresso quel qualcosa in più che ci ha fatto godere di un prodotto in continua evoluzione, ricco e capace di cambiare continuamente nel bicchiere, con un’alternarsi di chiodi di garofano, erbe aromatiche e confettura… a nostro giudizio è un Montepulciano assolutamente spettacolare!

Siamo andati poi dalla nostra amica Isabella Pelizzati Perego (Ar.Pe.Pe.), la quale ormai non ha bisogno di presentazioni, così come i suoi Nebbiolo della Valtellina (qui Chiavennasca), forse l’espressione massima di questo splendido vitigno che noi amiamo e apprezziamo in maniera particolare.
Partiamo dal gradevolissimo Grumello Rocca de Piro passando per il Grumello Riserva Buon Consiglio (che ci è piaciuto veramente tanto!), approdando al meraviglioso Sassella Rocce Rosse, per finire con la loro personalissima versione (fa un breve appassimento) dello Sforzato Ultimi Raggi.
Sono dei vini verticali, rigorosi e saldamente legati al territorio con l’impronta personale e riconoscibilissima di chi li produce.

Ancora un’amica, Lorella Antoniolo, dell’omonima cantina, che ormai non fa che confermare il grande livello dei suoi vini, tutti Nebbiolo al 100%, nei quali si riscontra la piacevolezza e la disponibilità, unita alla determinazione ed alla schiettezza, caratteristiche non solo del vino,
ma anche di Lorella.
Abbiamo iniziato con il  Coste della Sesia, il più semplice fra i Gattinara assaggiati, ma molto piacevole e spesso,  a nostro giudizio, all’altezza dei cru dell’azienda.

I due cru che assaggiamo (dei 3 manca il Vigneto Castelle, elevato in barrique), sono vinificati in legno grande, con il più austero San Francesco, iniziano a venire fuori tutte le caratteristiche legate al territorio, come la spiccata mineralità e le note ferrose, mentre l’Osso San Grato, il top della cantina, è complesso ed elegante…un vero fuoriclasse!

Non potevamo che terminare la nostra giornata, con un paio di “dolci”..
E’ stato gratificante assaggiare ancora una volta il Sagrantino Passito di Paolo Bea, esponente di vecchia data dei vini naturali e garanzia di bontà, e il Barolo Chinato del suo vicino di stand Augusto Cappellano.
Questo gran finale, ci ha consentito di uscire dalla manifestazione veramente appagati e contenti che esistano produttori, e prodotti, così emozionanti!

Fabrizio Vicari & Carla Campus

(Sommelier)

Staff GustoVino

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