I giovani, l’alcol e i divieti farsa…

“Legge ignorata quasi ovunque” … Il Codacons: “L’80% dei locali serve drink anche dopo le 2 di notte”… Prego, il gin tonic è servito, Non importa se le due di notte, limite sancito per legge, sono passate da un pezzo. Accade nella stragrande maggioranza delle discoteche italiane e lo svela un’indagine del Codacons, coordinamento di associazioni per la tutela dei consumatori. Che, grazie a un monitoraggio compiuto in incognito nelle discoteche di tutta Italia, ha scoperto anche qualche trucco: la metà dei locali fuorilegge retrodata l’orario delle casse, in modo che sugli scontrini – quando vengono forniti – appaia un orario antecedente alle due.

Il monitoraggio, che proseguirà per tutta l’estate, è stato presentato ieri alla Camera, alla presenza del sottosegretario Carlo Giovanardi. Il Codacons, spiega il presidente Carlo Rienzi, ha già presentato esposti ai Nas e alle procure di Roma e di Bologna, con i nomi dei locali inadempienti. “I gestori dei locali non vogliono prendersi le loro responsabilità?” si chiede Rienzi. “Bene, allora li denunceremo tutti. Quelle provocate dall’alcol, come quelle correlate al fumo, sono morti evitabili”. Su come arginare l’emergenza alcol, “negli ultimi giorni – ricorda Rienzi – ci sono stati proclami, ordinanze, divieti: non servono, basta partire da quelli già esistenti e farli rispettare. I gestori devono imparare a essere ‘custodi dei giovani’. Noi invitiamo i ragazzi a disertare i locali inadempienti”. Giovanardi, dal canto suo, dice basta alle iniziative comunali sulle bevande alcoliche e chiede una normativa unica a livello nazionale, che vieti la vendita e la somministrazione di alcol a rutti i tipi di locali – e non solo a quelli di intrattenimento, come previsto oggi – dopo le due di notte, o al limite “facendo uno sforzo, d’estate, dopo le tre”. Ma centrale è anche il problema dei controlli: “È inutile fare le leggi, se poi non vengono fatte rispettare”, osserva il sottosegretario, puntando poi il dito sugli “accordi sindacali e parasindacali che non vengono rispettati”, posto che “non si può contare sulla buona volontà dei gestori dei locali”. E poiché “ognuno deve fare il suo dovere”, Giovanardi invita “le autorità competenti”, ossia “prefetture, questure, polizia, magistratura ad impegnarsi per far rispettare con severità le leggi esistenti”. Mentre tocca al Parlamento, aggiunge, fare “leggi sensate e applicabili”. Grazie ai controlli, nell’ultimo anno, gli incidenti sono caiau dei 30%, ricorda Giovanardi. Ma la lotta è dura. A fronte della necessità di ridurre i fattori di rischio – alcol, droga, stanchezza, rumore assordante – “gli esercenti – denuncia il sottosegretario – dicono che se non possono vendere alcolici dopo le due falliscono. È un’affermazione grave”. Pronta la reazione dei gestori dei locali da ballo: “Finalmente siamo d’accordo con Giovanardi: sull’alcol servono regole ragionevoli”, commenta Renato Giacchetto, presidente del Silb-Fipe. Ma l’associazione delle imprese trattenimento contesta i dati Codacons: “Basta con le strumentalizzazioni – aggiunge Giacchetto – come ad esempio il mostrare immagini di vendita oltre l’orario consentito in locali spacciati per discoteche nonostante mancasse completamente l’ambientazione della discoteca, cioè musica e luci. Queste demonizzazioni fanno male alla lotta di contrasto all’abuso di alcol, su cui siamo tutti d’accordo”. (Nazione/Giorno/Carlino)

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