18/11/08 – Alle origini del Morellino di Scansano…

morelino di scansanoQuando si parla di Toscana, l’associazione con Chianti, Brunello e Vino Nobile è immediata.
GustoVino questa volta ha voluto proporre una Toscana un po’ diversa, meno blasonata, ma non per questo meno apprezzata.
GustoVino ha portato a Roma i sapori della Maremma ed in particolare di Scansano.
Il tutto è stato facile una volta aperti gli ottimi vini della Cantina “I Botri di Ghiaccioforte” uniti a piatti tipici della tradizione toscana.
Protagonista indiscusso della serata è stato il Morellino di Scansano.

Ma non è stato il solito Morellino, bensì il Morellino de “I Botri di Ghiaccioforte”, una cantina capace di fare una scelta coraggiosa, quella di non seguire le mode, ma quella di fare un vino “vero” legato indissolubilmente al territorio.
Legame che possiamo scorgere a partire del nome, infatti Ghiaccioforte è il sito archeologico di origine etrusca che si scorge dalle colline dove la cantina ha i vigneti piantati a Sangiovese, legame che ha comportato la voglia di fare un vino da uve biologiche relegando il ruolo dell’uomo a quello di semplice trasformatore di uva in vino rinunciando alle alchimie che le moderne tecniche di vinificazione mettono a disposizione, legame che si traduce in un Morellino “old style” che riflette appieno le potenzialità del Sangiovese e del territorio dove cresce, ottima unione tra terreni collinari e brezze marine provenienti dal Tirreno.

La serata, condotta in sala dal sommelier Stefano Barberini per GustoVino e da Andrea Andreozzi, rappresentante della cantina, ha visto come protagonisti il Bianco di Pitigliano, altro vino prodotto dai Botri, e tre annate di Morellino di Scansano, 2001, 2004 e 2005.

Inutile dire che i vini ci hanno regalato bellissime emozioni a partire dal Bianco di Pitigliano 2007:
il vino si è presentato con un bel giallo paglierino molto intenso e con aromi di frutta fresca a cui facevano da sottofondo note floreali.
In bocca il vino si presenta con un grado alcolico abbastanza evidente (14%) figlio dell’annata, che viene smussato dall’ottima acidità.

Regala un finale abbastanza persistente con un retrogusto amarognolo di mandorla tostata. Ne risulta un vino gradevole che ha trovato un buon abbinamento con la Ribollita toscana uscita delle pentole dello Chef Grazia.
Tutto questo ha fatto da ottimo preludio alla verticale di Morellino.
Abbiamo aperto il negozio delle sensazioni con il più giovane, il 2005: un Sangiovese che si presenta nella sua veste più fresca con un bel rosso rubino e con note di frutti rossi, ciliegia su tutti, che si amalgamano con note erbacee.

Quello che sorprende è l’estrema eleganza del vino in cui tutti gli aromi si fondono a perfezione.
Eleganza che ritroviamo anche in bocca dove l’ottima acidità, firma del Sangiovese, si bilancia con una buona morbidezza.
Il tannino si presenta nella sua versione giovane leggermente rampante ma mai invasivo, un anno di bottiglia in più dovrebbe bastare per fargli calmare l’esuberanza adolescenziale.

Il 2004 ricalca le stesse note del 2005, risultando un vino più pronto.
Infatti mantiene intatte le note di eleganza che si vanno a fondere con un tannino totalmente sotto controllo che rende ancor più piacevole la beva.

Discorso a parte deve essere fatto per il 2001, vino prodotto senza aggiunta di anidride solforosa, un vino che , come a dire di Giancarlo, enologo dei Botri, ci dobbiamo meritare.
Sono passati 7 anni, e si vedono.
Il vino ha abbandonato il rosso rubino che ha fatto posto ad un bel granato bello compatto.
Al naso, dopo aver fatto respirare un poco il vino nel bicchiere dandogli la possibilità di allontanare aromi che non gli appartengono, si presenta con una bella ciliegia sottospirito accompagnata da note di sottobosco e tabacco.
In bocca si mantiene ancora vivo con una buona acidità e con un tannino mai aggressivo ma a volte leggermente polveroso.

Naturalmente non potevamo lasciare da soli questi vini che sono stati accompagnati da piacevolissime salsicce e fagioli all’uccelletta.

La serata è andata via senza nemmeno accorgersi del tempo, catturati dalle eleganti sensazioni che i vini dei Botri ci hanno dato.
Vini, veri, eleganti che esprimono tutte le potenzialità del Sangiovese di Scansano che qui viene chiamato Morellino…

Ci piacerebbe che altri produttori interpretassero allo stesso modo il Morellino per fare di Scansano un’altra grande realtà enologica italiana.

Per il momento non resta che ringraziare Botri di Ghiaccioforte ed augurargli di continuare su questa strada che è l’unica percorribile quando si parla di vino vero.
Una strada fatta di storia cultura e tradizione che possono essere trasformate in poesia solo da vini fatti con passione e rispetto.

La locandina dell’evento la potete trovare qui  

 

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