Grandinata nel Trevigiano, danni fino al 70% nella Pedemontana

Ancora aperta la stagione assicurativa del Co.Di.TV.
I tecnici del Consorzio di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità della provincia di Treviso stanno delimitando le zone colpite dalla grandinata di stamane. In queste ore stanno monitorando i campi del trevigiano, per accertare i danni e stendere le prime perizie preventive. Le notizie che arrivano nella sede operativa del Co.Di.TV a Treviso, presieduto da Valerio Nadal e diretto da Flavio Bortolato, riguardano diversi comuni dell’alto trevigiano coltivati principlamente a vite e piante da frutto: Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Tarzo, Vittorio Veneto, Cappella Maggiore, Montebelluna, Altivole e Riese Pio X. 

La forte grandinata che si è abbattuta nella tarda mattinata di oggi ha causato, in questi comuni, danni ingenti che arrivano a toccare in alcuni casi il 60-70% della produzione. Il rilevamento è ancora in fase di accertamento, dati più precisi si avranno solo domani mattina. Va ricordato che siamo proprio in una delle fasi più delicate dal punto di vista vegetativo, sia nel caso dei vitigni che delle piante da frutto. Siamo infatti nella fase fenologica della fioritura, con un anticipo stagionale di 8-10 giorni rispetto alla media (primi giorni del mese di Giugno). Anticipo causato dall’aumento termico delle scorse settimane e dalla piovosità invernale che ha permesso una efflorescenza abbondante. I danni in questa fase vegetativa, soprattutto per quanto riguarda la coltivazione viticola, possono portare alla perdita dell’intero prodotto. Non è ancora chiusa la stagione assicurativa che garantisce tutela del reddito alle imprese agricole, anche in virtù dell’atteso Rifinanziamento del Fondo di Solidarietà promesso dal Premier Silvio Berlusconi e fortemente voluto dal Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Luca Zaia. 
(Ufficio Stampa, Area Media – Zeta Group)
Un tesoretto da bere…
Ecco 370 milioni per esportare vino… In Gazzetta il decreto con i fondi per le attività promozionali… Un tesoretto da 370 milioni di euro fino al 2013, di cui solo il 30% (circa 110 milioni di euro) sarà gestito a livello nazionale, mentre il restante 70% andrà dritto dritto nelle casse delle regioni, che avranno potere assoluto di spesa. È questo il budget che le pubbliche amministrazioni italiane avranno a disposizione per sostenere i vignaioli made in Italy nelle loro campagne di conquista dei consumatori esteri. Le risorse sono quelle riservate alle attività promozionali da organizzare oltreconfine. La misura di finanziamento è prevista dall’Ocm vino, la riforma vitivinicola comunitaria, un decreto che sblocca i fondi, invece, è il numero 3890 dell’8 maggio 2009, recante “disposizioni nazionali applicative del regolamento (Ue) n. 479/08 del Consiglio, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in ordine alla misura “Promozione sui mercati dei paesi terzi”. Provvedimento, i cui contenuti erano stati anticipati da ItaliaOggi il 9 maggio scorso e il cui testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 maggio 2009. Ma torniamo ai contenuti. Una nota del ministero delle politiche agricole quantifica “la disponibilità finanziaria a disposizione per il 2009 in 11.635.024,53”. In particolare, si legge che “la quota nazionale è di 2.100.000 euro” e che “ogni progetto promozionale verrà finanziato fino “a un massimo del 50% della spesa ammessa”. La scadenza per la consegna al ministero delle politiche agricole dei progetti da finanziare è il 15 giungo entro le ore 17,00. Attenzione, però: i progetti di promozione andranno fatti secondo canoni ben precisi, contenuti nel decreto ministeriale in Gazzetta.

(Italia Oggi)

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