Grandi vini, piccoli formati…

In Italia la mezza bottiglia da 375 ml vive il suo momento d’oro, complice la crisi economica, il calo dei consumi e i controlli anti-alcol per chi guida
Dopo essere stata snobbata per anni, la mezza bottiglia sta vivendo in Italia il suo momento d’oro: se fino a pochi anni fa la scelta dei 375 ml è sempre stata limitata – a parte i piccoli formati dei vini dolci – oggi sono in costante aumento le cantine che hanno deciso di puntare sulla “taglia” ridotta.  Le ragioni della riscossa della mezza bottiglia sono molteplici: a partire dal difficile momento congiunturale con il conseguente crollo generalizzato dei consumi, ma anche di un salutismo sempre più diffuso e delle severe limitazioni imposte dai controlli anti-alcol per chi guida. Si parlerà anche di questo a Vinitaly, (a Verona, dal 2 al 6 aprile), evento di riferimento dell’enologia internazionale.
Se un tempo scegliere la mezza bottiglia al ristorante era un modo per scoprire ed avvicinare certe tipologie di vino, adesso la motivazione è legata al consumo consapevole e al fattore prezzo: basti pensare al classico esempio di due persone che di fronte alla scelta di ordinare una bottiglia spesso rinunciano, perché consapevoli che una parte del vino andrebbe sprecato. Invece la mezza bottiglia consente di degustare un ottimo vino senza buttare via dei soldi e senza doverlo lasciare sul tavolo perché poi c’è da mettersi alla guida. Lo stesso vale a maggior ragione per le persone che, magari per motivi di lavoro, si trovano a mangiare fuori da sole e non vogliono rinunciare ad una buona etichetta. Chi punta con decisione sulla mezza bottiglia è Ornella Venica della Venica & Venica, famosa griffe del Collio, che ha deciso quest’anno di proporre due vini di punta dell’azienda nel formato ridotto: “Da consumatrice ed eno-appassionata ho sempre avvertito l’esigenza di poter bere un solo bicchiere di vino al ristorante, magari a pranzo, senza necessariamente ordinare un’intera bottiglia. Oggi la congiuntura economica negativa e la necessità di un consumo moderato concorrono al successo del formato da 375 ml, che consente anche a due persone di degustare un calice di vino a testa senza il timore dell’etilometro e senza spendere grandi cifre”.
Tra i produttori di mezze bottiglie non mancano nomi noti come Angelo Gaja, Tenuta San Guido – il Marchese Niccolò Incisa della Rocchetta ha lanciato anni fa con grande successo il “piccolo” Sassicaia – Pieropan, Jermann e Castello Banfi. Intanto anche i ristoranti del Belpaese si stanno adeguando alle esigenze dei tempi che cambiano, e dopo aver introdotto le mezze bottiglie nelle loro carte dei vini, testimoniano in coro che proprio il formato da 375 è il più richiesto dai loro clienti. Ma quale è la situazione negli altri Paesi? In Francia fin dagli anni ’50 i produttori imbottigliano nel piccolo formato anche i grandi vini bordolesi, e gli americani, popolo molto pragmatico, propongono da tempo le mezze bottiglie nei ristoranti più raffinati, e con grande successo. Così le bottiglie piccole all’estero non solo sono diffuse, ma vengono considerate assolutamente cool. Basti pensare che alle sfilate di Parigi e New York stilisti e modelle solo soliti aggirarsi per party e sfilate con la bottiglia mignon di champagne da bere con la cannuccia…(WineNews)

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