23/05/10 – GiroDiVino: una giornata alla Cantina Giangirolami

cantina Giangirolami

di Eugenio Simoni – Sommelier – Staff GustoVino

Una splendida giornata di sole!!!
Direi che il sole ci ha proprio baciato in fronte, a me anche un po’ più in su visto il mio “taglio” di capelli alto. Quale miglior auspicio per il primo GiroDiVino.
Donato Giangirolami ci ha accolto con la sua solita gentilezza e, a gruppo completato, ci ha guidato in giro per le sue vigne. E’ meglio muoversi presto, chè a sole alto conviene rientrare al fresco della cantina.

 

GiroDiVino-Giangirolami-23-05-2010 (6)La vigna di Doganella di Ninfa è ad un quarto d’ora di macchina verso l’interno, fin sotto i monti Lepini. Questi  diciotto ettari sono destinati ai vitigni bianchi. La vicinanza dei monti porta importanti escursioni termiche giorno/notte e si sa che i profumi dei bianchi ne giovano. Dal 2006 il vecchio allevamento a tendone, che copriva parte dell’appezzamento, è stato soppiantato dai filari a Guyot, 4000 viti per ettaro. Grechetto di Todi e Malvasia puntinata la fanno da padroni, ma ci sono anche Chardonnay e Sauvignon.

GiroDiVino-Giangirolami-23-05-2010 (5)Da quest’anno due ettari di viti di bianco hanno ceduto il loro piede franco a delle marze di Nero Buono di Cori visto che il sedime ricade in quella DOC. Donato ci racconta della sua laurea in Ingegneria che poi ha lasciato spazio alla passione per il lavoro attivo con la scelta di continuare a lavorare la vigna di famiglia. E poi il lavoro e gli ampliamenti per tornare ad imbottigliare il proprio vino, le ultime acquisizioni di terra e la scelta dell’azienda biologica che ha nella prevenzione e nell’esperienza le uniche armi contro i parassiti. Poi ci sono un’altra mezza dozzina di ettari vicino a casa Giangirolami e altri diciassette ettari intorno alla cantina coltivati a rossi, Merlot, Syrah, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon e la Falanghina per i bianchi. vigneto Giangirolami

Il sole comincia a farsi sentire, meglio visitare la cantina. L’impianto di vinificazione è moderno e tecnologico. Le uve, raccolte esclusivamente a mano, arrivano alla pressatura sane e giustamente mature. L’uso dell’azoto, prodotto in proprio, è un significativo aiuto per la produzione del vino biologico. Il suo impiego nella vinificazione permette a Donato la riduzione del quantitativo di anidride solforosa alla metà della quota permessa. La cantina è moderna ma ben fresca e la tecnologia del freddo è impiegata per il controllo delle fermentazioni. Ritorniamo al calore del sole e la discesa al fresco della barricaia, sotto il giardino, è un vero sollievo. Qui il Petit Verdot ed il Cabernet Sauvignon dell’ultima annata, pronti per il Peschio da imbottigliare in autunno, riposano in quattro botti di rovere di Slavonia. Gli fanno compagnia qualche barrique di rossi del 2007 e , anteprima, 1200 bottiglie di Falanghina Metodo Classico pronte per Natale e che sono curiosissimo di assaggiare.

Giangirolami ViniA proposito di assaggi, procediamo alla degustazione!! I vini sono 6 e sono tutti di annata 2009 e sono quelli che abbiamo già conosciuto al Cisterna Wine Festival e di cui vi abbiamo già parlato. Stavolta li degustiamo in abbinamento ad ogni ben di Dio. Sul tavolo Donato e la sua collaboratrice Roberta Tebaldi, ci hanno fatto trovare molte delle specialità gastronomiche della zona.

cantinaIl Rezzo (Grechetto di Todi e Malvasia Puntinata) è stato appena imbottigliato e Donato non ce lo propone perchè ha bisogno ancora di qualche settimana di riposo. Si parte con il Propizio da Grechetto di Todi in purezza che con la sua freschezza ed il suo bouquet di fiori bianchi ben si addice all’apertura del pasto, specie in abbinamento con le splendide mozzarelle e la ricotta, tutto di bufala, che abbiamo davanti e che arriviamo a mangiare anche insieme al Cardito. E’ il prodotto di un assemblaggio di Malvasia Puntinata e Falanghina, si sale in morbidezza ed equilibrio e un po’ di struttura in più rende questo vino piacevole su una svariata tipologia di pietanze. Lo abbiamo testato a partire appunto dai latticini per arrivare ad un caciottone sempre di bufala. L’ho trovato splendido su una magnifica torta rustica scarole e olive.

Il Rubidio, da Merlot e Syrah, presenta una bella bevibilità aiutata dalle caratteristiche di freschezza erbacea, e ben si abbina ai formaggi con stagionatura entro l’anno.

Il Prodigo, Syrah in purezza, il più gettonato dai commensali, si allunga bene fin alla chiusura del pasto, sulla porchetta e sul prosciutto di Cori e soprattutto insieme al prosciutto cotto al vino che di Cori e di tutto l’Agro Pontino rappresenta una vera e propria preminenza gastronomica.

Il Pancarpo per la sua struttura e complessità, che gli deriva da quel 10 per cento di uvaggio bordolese barricato, lo sento più ampio e rispetto al Prodigo si propone bene anche su delle splendide cambelline al vino e dei biscottini mandorlati.
GiroDiVino-Giangirolami-23-05-2010 (24)
Abbiamo mangiato:

  • Pane di Cori del Piccolo Forno Fratelli Musa – Cori, via della Stazione;
  • Pizzette bianche e rosse, ciambelline al vino e mandorlati del Forno Francesco Pistilli – Cori, via della Stazione e anche Piazza Lignina;
  • Mozzarelle, ricotta, caciottone e formaggio stagionato tutto di bufala sono del Caseificio Maina della Torre, via Fontana Acquaviva 23, Sezze;
  • Porchetta, prosciutto crudo e prosciutto cotto di Cori sono dell’Azienda Agricola Il Melograno – Cori, via Madonna delle Grazie.

 

Eugenio Simoni

Sommelier

Staff GustoVino

 

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