Fine anno: si stappa senza paura…

Previste 110-112 milioni di bottiglie stappate in 25 giorni a fine anno. 800 milioni di euro la spesa per bollicine nazionali ed estere. 12,5 mil bott importate per il 92% fra Champagne e Cava. L’estero brinda italiano: crescono valore ( +29%) e  quantità (+11%). Per l’anno 2008, export a 1,4 mld di euro il fatturato e 163 milioni di bottiglie (+10%).            
Comolli: “Per la prima volta l’export supera il consumo nazionale. L’Europa assorbe il 74% del totale esportato. L’Italia al 3° posto al mondo come produttore con presunte 315 milioni di bottiglie nel 2008. Nel mondo il boom delle bollicine: è un bere moderno, giovane,  misurato, meno alcolico. Le etichette “parlanti” favoriscono i consumi. La mission del Forum è deabbinare e destagionalizzare i consumi: le bollicine sono vini”.

 

Aumento delle spedizioni nel 2008 e un fine anno che conferma i consumi del 2007. Cresce la regalistica con le bottiglie di spumanti: meno cesti ( -10%), ma più monoconfezione di bottiglie made in Italy(+ 5%) direttamente nella distribuzione organizzata.  In crescita anche i tappi di Champagne e di Cava, soprattutto come consumo diretto e regali (+ 8%) . Per il Forum c’è  ancora un margine di crescita dei consumi nazionali per una carenza di conoscenza e di abbinamento quotidiano verso il prodotto. La concentrazione del consumo “e la non rinuncia” alle feste di fine anno è la prova della “attesa” della festa inteso come momento di gioia irrinunciabile. Si rinuncia al ristorante, al cinema … ma non si dice di no alla tavola e alla festa in famiglia, sacra perché si auspica un anno diverso. La attesa fa crescere l’acquisto anche in momento di contrasti e di difficoltà. I dati generali  parlano per “tutti i consumi” di un calo degli acquisti solo del 3%, quindi marginale. Per gli spumanti incrementa sempre più il consumo domestico, cala il consumo al ristorante e in enoteca.  Il prezzo è al primo posto nelle scelte al ristorante, cala al secondo posto negli acquisti per regali in enoteca e gastronomie, è all’ultimo posto fra i fattori che influenzano la mescita al calice. Fra i giovani le bollicine come aperitivo hanno soppiantato i cocktails; al bar la mescita punta sugli extrabrut-brut  e sugli extradry. 

 

Nelle esportazioni si registra un + 11% di volumi  e  + 29% in valore nei primi 11 mesi del 2008. I mercati mondiali – gli emergenti Russia e Brasile, ma anche Georgia, Lettonia, Estonia,Israele, ecc..– chiedono bottiglie di vini spumanti italiani, c’è mancanza di prodotto presso gli importatori e i distributori esteri. Il prodotto italiano piace perché è fresco, moderno, non eccessivamente alcolico,fruttato e con un prezzo giusto. Dall’analisi svolta il consumo è sempre meno imposto dalle guide che segnano un fortissimo calo di interesse. Mentre c’è bisogno di informazione diretta sul prodotto per incrementare i brindisi concentrati alle feste: bisogna sfatare il principio che lo spumante non è solo per l’aperitivo e per il dessert. Destagionalizzare è il traino dei consumi.

“Una bottiglia di spumanti da fiducia, evidentemente  – dice Giampietro Comolli, direttore del Forum Spumanti&Bollicine – a un brindisi  emozionale al nuovo anno non si rinuncia. Il segnale più importante è l’aumento del valore sul mercato indipendentemente dall’andamento dei volumi. ” Il caso francese è emblematico: esportiamo un 10% in meno di bollicine, ma abbiamo aumentato il fatturato del 15%. 

 

“Segno – dice Giampietro Comolli , patron del Forum Spumanti&Bollicine premiato recentemente come il miglior evento dell’anno per la multifunzionalità territoriale da UniCredit Group –  che il mercato mondiale riconosce agli spumanti italiani un valore più alto del passato, si acquisiscono mercati nuovi per innamoramento dei consumatori, si diventa competitor di prodotti anche più blasonati perché oggi  il mercato mondiale sta comprimendo i prezzi verso il basso.  La qualità riconosciuta dei nostri vini e la competitività del prezzo soddisfano la domanda attuale. Questo interesse internazionale deve essere colto da imprese e consorzi per creare un forte unitario messaggio verso i mercati nuovi ed emergenti.” 

(Forum Spumanti d'Italia)

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