Fin nei calici di Hong Kong

Patto commerciale Italia-Cina per l’export di vino… Portare sempre più vino italiano a Hong Kong, per aprire nuove porte del mercato cinese continentale a molti altri prodotti made in Italy, agroalimentari e non. È questo il vero obiettivo dell’accordo tecnico di cooperazione in materia vitivinicola firmato, ieri al Mipaaf, dal ministro delle politiche agricole Luca Zaia con Rita Lau Ng-Wai, segretario per il commercio e lo sviluppo economico di Hong Kong. L’accordo prevede iniziative per agevolare il commercio vinicolo tra il nostro paese e la regione amministrativa speciale cinese, nonché collaborazioni tra le due parti per iniziative fieristiche; investimenti di gruppi industriali; collaborazioni con i comparti turistici; attività per stroncare frodi e contraffazioni e migliorare il sistema di controllo dell’origine del prodotto vitivinicolo. “I margini di crescita dell’export di vino e dei prodotti agroalimentari italiani in Cina sono infiniti”, ha detto Zaia secondo cui Hong Kong è soprattutto una porta che si apre sulla Cina. “Il vino è il prodotto minimo per entrare nel cuore dei consumatori e può funzionare da traino per tutto il made in Italy”, ha aggiunto, “è più facile avvicinare un consumatore con una bottiglia da 100 euro che con un vestito da 2 mila. Ma una volta conquistato, vorrà provare anche il resto dell’eccellenza italiana”. Una piazza interessante quella di Hong Kong, che ha visto crescere il consumo di vino del 159% nel 2007 e del 90% nel 2008. E verso la quale l’Italia esporta già oltre 1.100 tonnellate di vino, per un valore di circa 9 milioni di euro. Ma dove si può fare di più. In mancanza di produzioni locali, infatti, il governo ha abolito i dazi sul vino. A vantaggio delle imprese italiane che possono investire con più facilità. Un aspetto sottolineato anche dal segretario Lau per la quale “Hong Kong è una piattaforma i logistica verso la Cina continentale” e offre “condizioni molto vantaggiose alle imprese italiane grazie alla sua economia libera, aperta e trasparente, senza tariffe per le importazioni. “Le imprese italiane sono già presenti ad Hong Kong”, ha detto Lau esprimendo soddisfazione per il primo memorandum sul vino sottoscritto dalla sua regione con l’Italia, ma “dopo l’abolizione dei dazi abbiamo ritenuto di rafforzare la nostra cooperazione con il vostro paese in questo settore”. Lasciando intendere che a questo primo accordo, ne faranno seguito molti altri. (Italia Oggi)

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