Ecco il segreto dell’acqua nel giardino di Pantelleria…

Il Cnr di Bologna sperimenta sull’isola un sistema di muri a secco per irrigare anche in assenza di pioggia. E così un appezzamento pantesco donato al Fai e completamente ristrutturato torna ad essere rigoglioso… Come un nuraghe scoperchiato il torrione di pietra lavica del giardino pantesco sembra una fortificazione militare nel vento che sferza senza sosta l’isola di Pantelleria. Da centrotrenta giorni non scende una goccia d’acqua dal cielo. L’isola non ha sorgenti o falde profonde da cui attingere acqua.

Nessuno può irrigare la terra. Ma nell’isola assetata, dietro quel muretto circolare, a secco, fatto posando l’una sull’altra pietre vulcaniche tagliate a mano, porose come pomice, si nasconde una sorpresa straordinaria. Un immenso rigogliosissimo albero carico di arance particolarmente dolci e profumate. Un esempio di agricoltura senza acqua sul quale ha avviato una rierca il Cnr di Bologna, in collaborazione col dipartimento di Colture arboree dell’Università di Palermo. Siamo all’inaugurazione dell’ultimo gioiello, il più meridionale di tutti, acquisito dal Fai, il Fondo per l’ambiente italiano. Il giardino pantesco, donato dalla famiglia Rallo, proprietaria dell’azienda vitivinicola Donnafugata, verrà aperto al pubblico, completamente ristrutturato, nei prossimi mesi estivi. “Questa è la più piccola proprietà del Fai per estensione, ma ne siamo particolarmente orgogliosi – racconta Marco Magnifico, direttore generale culturale del Fai, arrivato sull’isola per firmare davanti al notaio l’atto della nuova donazione – un simbolo della lotta intelligente allo spreco di acqua Una risorsa preziosa in un mondo che ha sempre più sete…(La Repubblica)

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