Ecco i vini rossi e bianchi da “sposare” con ogni sugo…

Pasta. Gli abbinamenti doc… La gastronomia nel corso degli anni si è evoluta moltissimo e la cucina, per le abitudini dei buongustai, non è più ipercalorica come prima, ma bada soprattutto al gusto e alla bilancia. Se ci perdonate il gioco di parole, la cultura porta insomma alla varietà dei saperi, dei sapori e al piacere della sana e buona tavola italiana, dove la pasta interpreta ovviamente la parte della star: è infatti l’alimento principale della dieta mediterranea e per il suo alto valore nutrizionale è ritenuta fondamentale per le diete moderne.

Come nella bottiglia di vino, nel piatto di pasta cultura e storia prendono corpo dal campo di coltivazione del grano, per arrivare alla macinazione del chicco, alla miscelazione dei grani duri e alla secolare tradizione produttiva, per atterrare prima sui fornelli e approdare poi sulle nostre tavole. Quali abbinamenti con i primi? Partiamo da un primo classico che più classico non si può: gli spaghetti al pomodoro.
È un piatto “sempreverde”, che vive al di là delle stagioni, da gennaio a dicembre. Vanno bene vini bianchi morbidi ed aromatici come quelli dei Castelli Romani, ma sono adatti anche i rossi morbidi e leggeri. Un esempio? I vini prodotti dal vitigno Schiava dell’Alto Adige. Per una carbonara sono consigliabili i Vermentini di Sardegna. Da non disdegnare nemmeno il Verdicchio marchigiano. Se gli spaghetti sono alla chitarra con sugo di agnello la scelta si rivolge verso i rossi d’Abruzzo. Con le fettuccine al ragù di carne alla bolognese è più che adeguato il Sangiovese di Romagna. Le trenette al pesto richiedono invece vini bianchi di medio corpo, possibilmente con qualche sentore di erba aromatica: perfetto il Pigato della Riviera Ligure di Ponente. L’abbinamento con i tortellini al ragù richiede vini rossi di medio corpo morbidi e profumati come i veneti Valpolicella o Bardolino. Ottimo anche il Grignolino del Piemonte. Infine con un bel piatto di spaghetti alle vongole o allo scoglio la scelta si può orientare sulla Falanghina campana o sui vini siciliani di Salina. (La Nazione/Il Giorno/Il Resto Del Carlino)

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