Due scienziati australiani hanno scoperto l’“impronta chimica” delle denominazioni d’origine

Due scienziati di chimica forense dell’Università Western Australia hanno trovato un modo di dimostrare chimicamente la provenienza dei vini.

Alex Martin and John Watling hanno usato spettrometria di massa per determinare l’impronta chimica di 400 vini di tutta l’Australia.

L’impronta è costituita dalla concentrazione di oltre 60 oligoelementi. Questi dipendono soprattutto della composizione del suolo della regione e dalla varietà. Cambia poco durante la vinificazione, il trasporto e lo stoccaggio. I vini prodotti da un unico vitigno provenienti dalla stessa regione hanno impronte chimiche molto simili e sono, invece, piuttosto diversi rispetto a vini della stessa varietà provenienti da regioni diverse.

Per il momento si sta lavorando su un database di vini di tutto il mondo. Una volta completo, sarà possibile identificare l’origine di un campione di vino sconosciuto comparando la sua impronta con i dati presenti sul database.

“Il nostro scopo è quello di poter risalire con uno scarto massimo di 20 km all’origine di ciascun vino prodotto sul pianeta”, ha affermato John Watling.

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