Doc nei bag in box, no delle Città del vino…

Dopo la firma del decreto con il quale il ministro delle politiche agricole Luca Zaia ha autorizzato la vendita di vini doc nei bag In box (contenitori al massimo fino a 15 litri, all’interno dl alluminio o plastica e all’estero in cartone), si registrato le prime reazioni nel mondo vitivinicolo. Il presidente dell’associazione Città del Vino, Valentino Valentini (che raggruppa 574 località italiane a vocazione vinicola) e anche sindaco di Montefalco, località delle Marche nota per la produzione del Sagrantino docg e del Montefalco doc, spiega: “Quando Zaia ha preso in mano la questione dei bag in box, l’iter era già giunto al termine per cui non ha avuto altra scelta che la firma.

Ma le motivazioni di coloro che hanno spinto perché la vendita del vini doc nei contenitori venisse legalizzata sono basate su valutazioni sbagliate. Sostenere che i mercati del nord Europa, Scandinavia in particolare, preferiscono i bag in box alle bottiglie per questione di costi e tutela dell’ambiente non ha riscontro. Il vetro è, infatti, uno dei materiali più facilmente riciclabili, mentre il prezzo sul vino in bottiglia può incidere al massimo su un 40-50 centesimi. Il problema, dunque, non esiste. Oltretutto”, aggiunge Valentini, “la riforma deU’Ocm vino prevede la soppressione delle doe e docg. Se ne dovrà, allora, ridiscutere e la soluzione migliore, come abbiamo proposto, sarebbe quella di declassare alcune doc a Igt e vendere sole queste nel contenitori”. Il presidente delle Città del vino, quindi, annuncia che l’associazione darà battaglia sul piano politico perché, comunque, l’uso dei bag in box non è obbligatorio e saranno i consorzi di tutela a dover richiedere la modifica dei disciplinari per permettere questa pratica. Sulla vicenda interviene anche Eugenio Arlunno, presidente del Consorzio di tutela del nebbiolo dell’Alto Piemonte: “Per citare la mia regione il bag in box favorirà soprattutto il Piemonte-Barbera di cui esiste una notevole produzione. Per quanto riguarda le altre regioni ci sono disciplinari delle doc che già escludono in partenza l’uso del contenitori”. (ItaliaOggi)

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