Discarica, dicono ” no ” 16 Associazioni

Lamezia Terme – Le ragioni del "no" all'ampliamento della discarica. A schierarsi con chi non vuole la costruzione della terza vasca per il conferimento dei rifiuti in località Stretto sono numerose associazioni di categoria: le sezioni regionali di Confagricoltura, Coldiretti, Copagri, Adiconsum, Club Papillon, Wwf. E ancora: Onav, Movimento turismo del vino, Confindustria e Cna della provincia, Confcommercio, Slow food, Consorzio per la tutela dei vini Doc e Igt delle province di Calabria, associazione nazionale "Città del vino". Le motivazioni al categorico rifiuto sono state illustrate anche nel corso dell'inconcludente consiglio comunale di sabato scorso, in cui ci sono state dieci ore di dibattito improduttive, che cioè non hanno portato ad alcuna decisione sul da farsi.
All'amministrazione comunale le associazioni imprenditoiali e di promozione turistica hanno chiesto di non costruire nessun'altra discarica, neanche di piccole dimensioni, in quanto quest'ultima soluzione sarebbe solo un provvedimento tampone che certo non risolverebbe radicalmente il problema e non eviterebbe il grave rischio ambientale.
Il governo cittadino è stato anche invitato ad avere una presa di posizione ferma e senza compromessi nei confronti del commissario per l'emergenza ambientale, il prefetto Goffredo Sottile. Col funzionario di governo nessun tentennamento sulla eventualità di esproprio ai terreni dell'azienda Statti che subirebbe gravi conseguenze economiche, mentre tutta la collettività ne risentirebbe sul piano sociale.
Posizione energica anche nei confronti della Regione che deve rivedere il Piano dei rifiuti, tenendo conto delle condizioni mutate a livello europeo, nazionale e locale.
Altra richiesta delle associazioni di categoria alla giunta Speranza è stata quella di potenziare la raccolta differenziata, in quanto la discarica deve essere l'anello terminale del trattamento dei rifiuti.
A questo scopo diventa fondamentale l'utilizzo di imballaggi biodegradabili a discapito del materiale plastico, soprattutto nella grande distribuzione. Dunque, per quanto riguarda lo smaltimento della spazzatura, uno sviluppo dei processi d'integrazione verticale, finalizzati al recupero e al riutilizzo dei rifiuti come risorsa. In sostanza le associazioni hanno chiesto di tener conto della vocazione del territorio lametino che, senza ombra di dubbio, è di distretto agroalimentare e turistico.
A questo proposito non bisogna dimenticare che la normativa vigente tutela i territori collocati in aree agricole a denominazione di origine controllate e biologiche. Con questi presupposti la costruzione della terza vasca comporterebbe uno «svantaggio» alla superficie vitata, all'agrumeto e al seminato.
Nel documento delle associazioni viene anche rimarcato il fatto che la saturazione della discarica di Stretto è stata determinata oltre che dallo smaltimento dei rifiuti «tal quali» provenienti da parte della provincia di Cosenza e da tutta quella di Vibo, anche dal conferimento dei cosiddetti "rifiuti anomali" come il compost non di qualità e dalla spazzatura che è arrivata anche da fuori regione col consenso del commissario per l'emergenza.
Da ciò è emerso che il territorio lametino ha onorato silenziosamente ed in maniera virtuosa i principi di solidarietà; una situazione che si è protratta per anni ma che non è più il caso di continuare viste le complicazioni che ha determinato.
Sedici realtà del mondo produttivo locale e anche nazionale, hanno espresso il loro parere su una questione che il consiglio comunale non è stato capace di risolvere. Intanto l'opinione pubblica è divisa, inoltre c'è preoccupazione per ciò che deciderà il commissario visto il fallimento del civico consesso.(Lameziaweb)

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