Dieci regole per star bene mangiando

Dagli acquisti in spiaggia alla conservazione dei cibi in frigorifero. I consigli su internet arrivano dal ministero del Welfare. Attenzione al cibo venduto da "negozianti" improvvisati. Sotto accusa i paesi esotici dove l'acqua spesso non è potabile, ma anche al mare e in montagna dove chi offre alimenti il più delle volte non rispetta le norme igieniche. Di qui il decalogo delle regole d'oro per salvaguardare la nostra salute messo a punto dal ministero del Welfare e pubblicato sul sito web.

Regole di comportamento, consigli pratici per evitare di rovinarsi la vacanza. Il ministero invita i turisti a diffidare "dei canali di distribuzione non convenzionali: attenzione ai venditori improvvisati in spiaggia o in montagna, l'origine e le modalità di preparazione degli alimenti venduti possono non garantire la sicurezza del prodotto".
E ancora: "Durante le escursioni evitare di mangiare verdure crude, sbucciare sempre la frutta e fare attenzione all'acqua che si beve. Durante le escursioni evitare di mangiare bacche o frutti o funghi sconosciuti e bere dai corsi d'acqua". Nel vademecum ministeriale sono elencati consigli anche per quando si va a fare la spesa. "Acquistare i piatti caldi o precucinati – si legge – al termine della spesa e riporre i surgelati negli appositi sacchetti termici, nel trasporto dei cibi a casa evitare di fare lunghe fermate intermedie e di lasciare le borse della spesa in macchina, una volta a casa mettere subito in frigo gli alimenti deperibili". Spazio anche a come conservare il cibo e alle regole di igiene in cucina. "Ricordarsi – scrive il ministero – che la carne ed il pesce devono essere posti nello scomparto più freddo del frigo preferibilmente in buste di plastica. Pulire accuratamente le superfici a contatto con gli alimenti, quali il tagliere o le superfici utilizzate per la preparazione di alimenti crudi prima di riutilizzarle per altre tipologie di alimento e conservare correttamente gli alimenti preparati". Per gli esperti "la casistica di queste patologie è rimasta costante". Si tratta della classica intossicazione che si traduce in diarrea. Molto più rari sono gli episodi di tifo e paratifo". "Sono assolutamente da evitare tutti i cibi a base di uova e creme – spiega Walter Ricciardi, igienista dell'Università Cattolica di Roma -. Maionese, formaggi e gelati: bisogna fare attenzione a come vengono conservati".
Attenzione, quindi, all'etichetta e alla data di scadenza che deve essere scritta a caratteri grandi e in un posto del prodotto visibile. In base ad un decreto legislativo 181 del 2003 la scadenza deve "enunciare le condizioni di conservazione e, se prescritto, un riferimento alla temperatura in funzione della quale è stato determinato il periodo di validità".La data deve garantire che il prodotto sia conservato in modo adeguato e con le caratteristiche organolettiche inalterate. (Cronache di Gusto)

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