Di ritorno da Terre di Vite…

Terre_di_Vitea cura di Fabrizio Vicari (Sommelier, Staff GustoVino)

Ormai per noi appuntamento fisso, anche questa volta abbiamo seguito la manifestazione eno-gastronomica “Terre di Vite”, itinerante nei Castelli d’Italia, giunta alla terza edizione e questa volta approdata a Buronzo, in provincia di Vercelli…

Vuoi per affetto verso molti dei produttori partecipanti all’evento, vuoi per l’alta qualità non solo delle cantine, ma anche per la parte gastronomica. Il tutto saggiamente selezionato da Barbara Brandoli di DivinoScrivere, Elena Conti, ottima produttrice di Boca (Castello Conti), le quali si avvalgono come sempre della preziosa collaborazione di Marco Arturi (giornalista amante del vino). Da quest’anno, si sono avvalse anche dell’aiuto di Roberto Giuliani di Lavinium, per quanto riguarda l’accurata scelta delle cantine, nonché come curatore dell’originale totem multimediale per l’ascolto delle poesie e delle musiche associate ai vini dei 24 produttori presenti all’evento…

La capacità organizzativa dei nostri amici ha offerto anche questa volta prova di grande sensibilità culturale coinvolgendo Sandro Sangiorgi curatore dei seminari svoltisi durante la due giorni della manifestazione, insieme al poeta Domenico Ingenito e  ad Orazio Sciortino pianista e compositore, ed infine mostre permanenti sulla vita di Mario Soldati…Terre_di_Vite_Buronzo_ingresso

Andiamo volentieri all’evento perché ne condividiamo la filosofia “naturale”, ci piace l’aria che si respira, l’atmosfera di simpatia e di allegria che si coglie nei volti dei produttori, insieme alla passione e all’amore per il vino e per l’arte…

Inoltre, rispetto ad un “normale” banco d’assaggio dove si cercano per quanto possibile contatti commerciali, qui ci si racconta, si aiuta l’appassionato a far capire chi e cosa c’è dietro alla bottiglia, a coglierne le sensazioni provenienti dalla storia del produttore, dalle sue fatiche, e come e perché è arrivato a concepire un simile prodotto, nel modo più naturale possibile…

Forse è per questo che il pubblico è appassionato ed interessato, in qualche modo selezionato, e sicuramente diverso da chi si reca ad un evento enologico solo per assaggiare, o peggio per farsi l’aperitivo, senza il giusto interesse per il lavoro e l’impegno di un produttore di vino…

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