Dell’Amarone (autentico) e altre storie “valpolicellesi”

Il destino dei famosi è quello di venire spesso (più o meno malamente) copiati; capita alle griffe della moda, e il mondo dell'agroalimentare non fa eccezione.
Perciò, al pari dello Champagne, del Barolo e, per restare in Veneto, del Pinot Grigio e del Prosecco, anche l'Amarone della Valpolicella vanta una discreta storia di falsi (d'autori scadentissimi). L'ultimo caso, com'è noto, risale a qualche giorno fa.
Annata strana, questo 2008: bizzarra, difficile.

In Valpolicella, la vendemmia delle uve rosse è ufficialmente iniziata il 22: ma di carri e trattori in giro se ne vedono pochi. Nelle vigne, cassette e bins giacciono vuoti e abbandonati, come in attesa di un segnale.
Un segnale che dall'uva ancora non arriva, perchè la gradazione zuccherina minima fissata dal disciplinare in molti casi non è ancora stata raggiunta.
"Questo non è un anno da uve da riposo. Le previsioni davano un 20% di uve da riposo in più rispetto lo scorso anno. Non sarà così: grazie ai controlli, che quest'anno abbiamo voluto ancora più rigorosi e capillari, si stanno verificando molti declassamenti. E quindi l'uva che verrà messa ad appassire sarà meno di quella del 2007".
Luca Sartori, presidente del Consorzio Tutela Valpolicella, traccia un quadro della situazione attuale della Doc: luci e ombre sulla vendemmia, ma anche sull'andamento dei mercati.
Cominciamo dalla cronaca…
"L'Amarone sequestrato a Livorno non ha niente a che vedere con l'Amarone della Valpolicella. E' solo un vino qualsiasi etichettato come tale. Senza contare che dal 1 luglio di quest'anno tutte le bottiglie di Amarone devono avere la fascetta. E quelle non l'avevano".
Falsari e furbetti a parte, qual'è al momento il problema principale della Valpolicella?
"Il fatto che non riusciamo a gestirla. Non si riesce a stabilire una strategia comune, condivisa… Navighiamo a vista. E io sono un po' preoccupato per quello che ci aspetta già nel 2009".
Perchè?
"Perchè le scorte stanno salendo. Ad agosto avevamo un potenziale di Amarone certificato (quindi escludendo quello "atto a…" diventarlo) – di una ventina di milioni di bottiglie. Ovviamente parliamo delle ultime tre annate. Ma negli ultimi 4-5 anni i consumi di questo vino appaiono stabili: 8 milioni, 8 milioni e 200 mila bottiglie. Non di più. Quando saranno pronte per il commercio le annate 2006 e 2007 però di milioni ne avremo 12…ipotizziamo pure che la richiesta non cali, ma si stabilizzi sugli 8 milioni e mezzo anche nei prossimi anni: i 3 milioni di bottiglie in più rischiano davvero di essere di troppo. Nervi saldi, dunque. Se vogliamo mantenere gli attuali prezzi di mercato, dovremo mantenere il sangue freddo. E non sarà facile".
Qual'è il timore?
"Che qualcuno dei produttori, magari chi in questi ultimi anni si è lanciato in investimenti in cantina e si è indebitato con le banche, ad un certo punto venga preso dal panico, e pur di vendere in fretta riveda i listini. Rischia di farsi molto più male del previsto".
Questa situazione mi ricorda molto da vicino quella verificatasi nel 2002-2003, quando ci fu un calo drammatico dei prezzi delle uve e delle bottiglie…
"C'è una differenza: allora riuscimmo a recuperare e a risalire la china velocemente. Oggi i tempi sono cambiati, non sarà così facile".
Sembra proprio che la Valpolicella non riesca ad imparare dai propri errori…dobbiamo forse aspettarci una stagione di saldi dell'Amarone?
"Io spero di no. Sarebbe un dramma per tutti".
E sul fronte del Ripasso, come vanno le cose? Il fatto che sia sempre più simile ad un Amarone giovane, invece che ad un Valpolicella Superiore più importante, non rischia di cannibalizzare il primo?
"In teoria abbiamo tre vini molto diversi: Amarone, Ripasso, Valpolicella fresco. In realtà, i primi due sono sempre più indistinguibili, se non per un fatto di prezzo, e all'ultimo non pensa più nessuno. Bisognava valorizzare di più il vino base e centellinare gli altri due".
Soluzioni?
"In questo momento non ne vedo. Tutti i tentativi fatti per gestire la situazione sono falliti. L'anno scorso avevamo chiesto per le uve da appassimento una riduzione del 10% : è successo il finimondo. Quest'anno non era neanche da provarci.
Come Consorzio non abbiamo altre armi… Certo: restano i controlli, i declassamenti…Esaurite le buone maniere, passiamo alle cattive. Ma così non va bene".
Come sarà l'Amarone della Valpolicella 2008?
"Al momento è difficile dirlo, perchè i dati sono molto discordi. La situazione è molto variegata, perchè la siccità ha colpito in modo diverso nei diversi vigneti, la peronospora anche… Sembra che nella zona Est avranno un ottimo raccolto, nella Classica ci sono luci e ombre. La classificherei a 2 stelle…e mezzo. Meglio del 2002, comunque.
Ma le sorprese sono sempre dietro l'angolo: anche il 2007 non prometteva meraviglie, e alla fine è riuscito meglio del previsto". (VinoPigro)

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