Nei magnifici saloni dell’Hotel St.Regis Grand di Roma, il 25 novembre 2007 si è tenuta una grande degustazione “Tutti i colori del vino", organizzata da Atheneaum (www.ateneodeisapori.it)
La manifestazione ha avuto lo scopo di mettere in evidenza una schiera di cantine accomunate da un unico filo conduttore: quello di avvalersi della consulenza enologica di Graziana Grassini, cresciuta alla scuola di Giacomo Tachis…
Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere molte aziende prevalentemente della zona del grossetano, tutte legate dalla ricerca della qualità non disgiunta da un saldo legame con il territorio…
Ci ha fatto subito una buona impressione l’azienda di Torre a Cenaia (www.torreacenaia.it), azienda storica che grazie alla famiglia Pitti di Firenze, che la riacquistò nel 1879, ha avuto modo di ricavarsi un posto di rilievo all’interno del panorama vitivinicolo italiano…
Piacevole il suo Pitti Vermentino 2006, un vermentino in purezza, molto giovane e fresco, con finale amarognolo tipico del vitigno, da aperitivo…
Di seguito abbiamo assaggiato il suo “fratello maggiore”, il ”Cenaia Vermentino” 2006, che a differenza del primo, oltre ad affinarsi in vasche di cemento, passa 6 mesi in barrique di Allier di media tostatura…Vermentino molto interessante, dai profumi insoliti come la foglia di pomodoro, tipica del Sauvignon…
Passando ai rossi dell’azienda, il loro Vajo 2004 (Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon) all’inizio un po’ chiuso ha rilasciato sentori erbacei integrati bene con il legno piccolo in cui il vino affinato per un terzo…
Infine il Dolce Peccato, passito da uve Trebbiano e Sauvignon, elegante e discreto, mai stucchevole, ideale da pasticceria secca…
Tutti i vini dell’azienda si distinguono oltre, per la qualità, anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo partendo dai 6 € del Pitti Vermentino fino a raggiungere i 15 € per la bottiglia di passito da 500 ml…
Presso il banco della cantina di Torre a Cenaia abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare qualche “chicca” gastronomica: abbiamo iniziato con un ottimo salume di suino di produzione propria, seguito da un pecorino molto interessante del Caseificio Busti (www.caseificiobusti.it), per terminare con prodotti a base di tartufo dell’azienda Savini (www.savinitartufi.it) di cui abbiamo sentito parlare proprio in questi giorni per il ritrovamento di un tartufo da 1,5 kg da parte di Rocco, il cane meticcio di Luciano Savini!
Passeggiando nel salone ci siamo fermati alla cantina Adanti (www.cantineadanti.com)
Il suo Montefalco Bianco 2006 (Grechetto 50%, Chardonnay 30%, il resto tra Trebbiano e Malvasia…), è un vino da tutto pasto con una bella struttura (ha un estratto secco da rosso!), ma con una piccola incertezza riguardo ai profumi dovuta certamente all’annata calda…
Per quanto riguarda i rossi non potevamo esimerci dall’assaggiare il Sagrantino di Montefalco 2003, un bel vino che ha espresso profumi di sottobosco e…“belle spalle”!
A differenza del bianco sembra non abbia risentito molto dell’annata non proprio felice che ha caratterizzato i vini del 2003…dai 16 ai 18 € in cantina!
Una delle aziende più rappresentative della zona è senz’altro la Fattoria di Magliano (www.fattoriadimagliano.it)
Il Pagliatura 2006, IGT Vermentino, all’inizio un po’ chiuso, ma dalla bella acidità…
Fra i rossi il Morellino Heba 2006, prodotto giovanissimo, in cui ancora il legno non si integra al massimo, forse un po’ “ruffiano”…
Una bella impressione ci ha fatto sicuramente il Poggio Bestiale 2005, da uvaggio bordolese…Un’esplosione di profumi di mora e di spezie…dal gusto fresco e persistente, il tutto assemblato già in maniera quasi perfetta con il legno piccolo in cui sosta circa 24 mesi…
Continuando il giro siamo arrivati al banco dell’azienda Calagrande (www.calagrande.it)
Siamo sul Monte Argentario “un luogo di grande bellezza, racchiuso in una cala tranquilla, dinanzi ad un mare cristallino, protetto da un folto bosco di lecci”, come cita il sito dell’azienda.
Qui, oltre ad olio e agrumi si produce un vino bianco molto particolare, il Calagrande 2006 (Ansonica, Malvasia e Trebbiano), dal colore giallo dorato, intenso, con un finale che ci ricorda la Vernaccia di Oristano…da zuppa di pesce, verdure e pecorino di media stagionatura (7,5 € in cantina), e il rosso Hortuli Hosiani 2006 (Alicante 85%, Sangiovese 15%) il quale esprime profumi di macchia mediterranea e spezie dolci che si ritrovano piacevolmente al gusto…(10 € in cantina).
L’enologa Graziana Grassini collabora anche con aziende al di fuori della regione Toscana tra cui la Tenuta San Rocco, (www.agriturismo-sanrocco.com) azienda agricola situata a 7 km dalla città di Todi…
Purtroppo non abbiamo avuto modo di assaggiare il loro Grechetto, in quanto all’inizio era ancora troppo caldo, ma invece abbiamo apprezzato il Moretto 2005, Colli Martani Sangiovese, vinificato interamente in acciaio, dal colore rubino con riflessi violacei e dal profumo intenso e persistente a base di frutti rossi…intorno ai 7 € in cantina.
Di seguito il Palombaccio 2005 Riserva, sempre da uve 100 % Sangiovese, ma fermentato in parte in tonneaux di Allier da 500 litri e in parte in cemento…Qui i sentori sono più complessi, le note fruttate di more e mirtilli sono ben amalgamate a sentori speziati e balsamici…(sui 12 €, sempre in cantina).
Abbiamo chiuso la nostra carrellata con quello che si può definire il “re” della serata, cioè il Brunello di Montalcino!
Abbiamo assaggiato quello di Canneta, (www.i-mori.it), azienda acquisita nel 1997 dalla famiglia Giannelli, già possessore della cantina I Mori…Il suo Brunello di Montalcino 2003 dal colore rubino, scarico, quasi trasparente (dovuto sicuramente sempre all’annata molto calda) è abbastanza intenso, ha sentori vanigliati e un ingresso dolce e persistente…
Infine il Brunello di Montalcino, annata 2002, della Fattoria Scopone (www.winescopone.com), non sembra essere stato penalizzato troppo dall’annata “infelice”…Ha una bella struttura, abbastanza tannico, e malgrado il legno che si fa ancora sentire affascina per i suoi sentori balsamici e il suo finale abbastanza lungo…
Durante il nostro percorso abbiamo potuto apprezzare i magnifici salumi dell’azienda Franchi di Follonica (www.salumeriafranchi.com, non “salumificiofranchi.com” come scritto sul depliant…)
Fabrizio Vicari
| < Prec. |
|---|


Twitter
Badzu
Facebook