Dalla colite al colesterolo, l’aiuto di rossi, bianchi e rosati

colesterolo-buono-cattivoRicercatori e medici sono concordi nel ritenere che il vino, in quantità controllate, possieda numerose qualità che agiscono in modo benefico sul nostro organismo. La notevole quantità di sostanze, circa duecentocinquanta, tra carboidrati, fosfati, solfati, proteine, vitamine ed enzimi, in alcuni casi, possono sostituirsi agli ingredienti dei farmaci. L’acidità del vino, con il suo Ph 5, funziona da detergente naturale dei vasi sanguigni.

Grazie ai suoi principi tensioattivi, impedisce alle molecole di grassi (trigliceridi e colesterolo) di attaccarsi alle pareti, bloccando la circolazione del sangue. Il resveratrolo diminuisce la quota nociva di colesterolo, la presenza di glicerina e di tannino blocca fenomeni tossici e l’acido succinico stimola la respirazione muscolare. Altre sostanze contenute nei tannini sviluppano potenti proprietà antiossidanti con conseguente azione di prevenzione nei confronti delle malattie cardiovascolari e oncologiche. Insomma un bicchiere di vino fa bene alla salute, ma tanto più se deriva da particolari vitigni. È stato accertato, ad esempio, che i bianchi dei Colli Euganei, di San Severo, di Valdobbiadene e di Conegliano Veneto, Portogruaro e San Donà del Piave, grazie allo scarso contenuto di sali, sono ottimi per contrastare i calcoli renali, biliari e l’eccesso di colesterolo nel sangue. I vini dell’Oltrepò Pavese, per la loro equilibrata alcolicità, danno benefici in alcune forme di colite e in stati di depressione.

Il Bardolino è in grado di intervenire nelle bronchiti e bronco-polmoniti. Barolo, Barbaresco, Freisa e altre tipologie piemontesi, invece, sono efficaci contro l’anemia e gli stati di ipertensione arteriosa. Poi ci sono i rosati e i chiaretti del Garda che aiutano la peristalsi intestinale, combattendo stipsi e difficoltà digestive. Nelle malattie febbrili è indicato il Chianti, negli stati di dimagrimento va bene l’Etna rosso siciliano, nelle astenie l’Orvieto, il Frascati, il Garigliano del Sulcis, il Cannonau di Ogliastra e il Cirò classico. E l’elenco potrebbe continuare.

Anche perché i vini italiani di qualità sono oltre mille e molti possiedono doti organolettiche tali da farli considerare alimenti-medicinali. Il vino, inoltre, può essere bevuto anche durante una dieta: un bicchiere contiene circa 140 calorie e l’immediatezza della trasformazione dell’alcol in energia fa sì che solo una piccola parte venga immagazzinata sotto forma di adipe.

(Nazione/Giorno/Carlino)

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