Dagli Usa all’Italia, la rivincita dei vini rosati…

Vittime di pregiudizi, in passato sono stati collocati tra i bianchi e i rossi, come un qualcosa che non è né l’uno né l’altro, e quindi prodotti per così dire minori. Parliamo dei vini rosati che invece appartengono a una tipologia specifica e non sono più i fratelli poveri dei rossi o dei bianchi. Occorre dire che incarnano il giusto equilibrio tra i prodotti robusti e altri eccessivamente leggeri rispetto a un rosso o a un bianco.

E’ notizia di queste ore che la moda del vino rosè ha contagiato gli Stati Uniti ed ha attraversato la Manica, registrando un vero e proprio boom sul mercato enologico britannico: secondo dati del Wine and Spirit Trade Association, negli ultimi tre anni è cresciuto del 22% il numero di persone che beve abitualmente vini rosati. Se infatti nel 2005 solo il 37 per cento dei bevitori abituali consumava rosè, oggi la cifra è salita al 59 per cento. I rosati vengono prodotti con sistemi molto diversi: tutti hanno un comune denominatore, estrarre dall’uva tutti non solo i colori del corallo dal rosa più tenue al vermiglio chiaro, ma anche i sapori della frutta rossa d’estate ed i profumi dei fiori di campagna, con una separazione più o meno immediata del mosto fiore dalle bucce e con fermentazioni ed affinamenti sapientemente gestiti dalla tecnologia del freddo. Il primo rosato imbottigliato in Italia è stato nel 1943 il Five Roses di Leone De Castris a Salice Salentino, in provincia di Lecce.
Fu una scelta molto coraggiosa e il successo ottenuto in questi sessantadue anni, tempo relativamente breve per la viticoltura, si è trasferito alla ricerca di altri vini rosati che questa ed altre aziende continuano a produrre per suscitare emozioni sempre più nuove e sempre più intense. Il nostro Paese, per clima mediterraneo e comunque molto ben protetto dalla catena delle Alpi, per la vicinanza delle aree vinicole alle coste e al mare, è particolarmente vocato ad una maturazione delle uve differente da quelle francesi e tedesche: forse per questo motivo si producono più rosati da noi rispetto ad altri Paesi. I vini rosati offrono interessanti opportunità nell’abbinamento col cibo: sono adatti nei casi in cui un vino bianco è poco ed un vino rosso è troppo. La loro freschezza negli aromi li rende perfettamente abbinabili con gli antipasti, la pasta, la carne ed anche con i formaggi. Grazie alla loro morbidezza si possono affiancare alla pizza, oppure alle preparazioni a base di pesce, in particolare zuppe di pesce e pesce arrosto.
In Italia la regione che ha una tradizione consolidata nella produzione di rosati è la Puglia. Rimanendo a Sud la Calabria si distingue per la produzione del Cirò Rosato prodotto con uva Gaglioppo. Va ricordato anche il Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo, prodotto con uva Montepulciano. Livelli di grande eccellenza vengono raggiunti in Franciacorta. (La Nazione/Il Giorno/Il Resto Del Carlino)

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