Controlli a tappeto sui vini da certificare

Controlli organolettici a tappeto su tutte le partite di vino da certificare con termini precisi di validità, divieto di utilizzare le menzioni “superiore” e “vigna” se non già acquisite, un occhio di riguardo agli oneri economici e burocratici dei piani di controllo e qualche aggiustamento qua e là sulle deroghe all’imbottigliamento fuori zona e sul regime sanzionatorio, graduato secondo importanza della denominazione da tutelare.

Sono queste le principali novità apportate dalla Conferenza stato-regioni al testo unico sulla tutela delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche dei vini, invitando istituzioni e filiera ad aprire un tavolo di confronto per esaminare e valutare i nuovi adempimenti in un ottica di razionalizzazione e semplificazione, sia per gli enti che si occupano della gestione amministrativa (regioni, Agea e camere di commercio) sia per le strutture di controllo. Modifiche che, se danno un giro di vite su alcuni importanti aspetti di garanzia e tutela della produzione e del mercato, aprono importanti nuove opportunità per i consorzi di tutela, ora esautorati dal ruolo di controllo sulla denominazione, ma con la prospettiva di gestire in via esclusiva la vigilanza sulla denominazione e la promozione commerciale della stessa. Proprio così. I consorzi di tutela che controllano almeno il 66% della produzione potranno: gestire l’offerta anche per i non aderenti, vigilare sulla denominazione (limitatamente alla fase di commercio), avvalendosi di agenti ad hoc, e ammettere all’uso del marchio consortile nuovi utilizzatori, dietro pagamento di un contributo di avviamento e secondo criteri e condizioni che verranno stabilite da un successivo decreto del Mipaaf. Un modo questo per trovare a questi soggetti un sostegno ulteriore alle semplici quote associative e alternativo a quello derivante dalle attività di controllo che ora sono attribuite ad organismi terzi. Inoltre, sentita la filiera vitivinicola, i consorzi potranno scegliere di sigillare i vini utilizzando il lotto di imbottigliamento, anziché il contrassegno di stato.

(Italia Oggi)

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *