Consorzio Frascati, guerra a imbottigliamento extralaziale

Consorzio Frascati, guerra a imbottigliamento extralaziale
«Il vino è un prodotto fortemente legato al luogo di produzione e non si può tutelarlo e valorizzarlo appieno fuori dal suo territorio. Per questo chiediamo che l’imbottigliamento del Frascati Doc avvenga nelle nostre cantine, tra l’altro perfettamente attrezzate per farlo». È risoluto Mauro De Angelis, presidente del Consorzio di tutela dei vini Frascati recentemente riconfermato, nell’appellarsi alle istituzioni locali perchè «risolvano questo problema che va avanti da anni». Una parte del Frascati, vino antichissimo prodotto nei Comuni di Frascati, Monteporzio Catone, Grottaferrata, Montecompatri e alcune zone di Roma, viene infatti imbottigliato in sei cantine del territorio nazionale, da Gaeta a Bolzano, a Cuneo. «Ciò è reso possibile – afferma De Angelis – nonostante esista un divieto all’imbottigliamento fuori dal luogo di produzione, da una serie di proroghe concesse dal Ministero delle Politiche agricole che autorizzano questa anomalia». In questi giorni un gruppo di deputati bipartisan ha presentato una interrogazione per chiedere al ministro Galan di riportare tutto in loco. «Noi chiediamo alla Regione e alle altre istituzioni – prosegue De Angelis – che ci diano una mano in questa vicenda, sia sollecitando il ministro, come aveva già fatto in realtà il precedente assessore all’Agricoltura Valentini, sia attraverso un sostegno legale, economico e politico». Ammonta a 110 mila ettolitri la produzione del Frascati di quest’anno. Di questi 10-15 mila finiscono nelle sei aziende nazionali, il rimanente viene imbottigliato sul posto. «In realtà – precisa il presidente del Consorzio – le nostre cantine avevano già preso accordi con le aziende per riportare tutto qui, tanto che il quantitativo imbottigliato fuori è fortemente diminuito negli ultimi tre-quattro anni: siamo passati da 60-70 mila ettolitri a 10-15 mila. Ma occorre che ora le istituzioni facciano la loro parte per supportare questa strada avviata. Il Frascati, nonostante il miglioramento qualitativo, ha spesso un’immagine sbiadita e se non si interviene rischiamo di aggravare la situazione di un vino leader dell’enologia nazionale ed eccellenza di territorio».Mauro De Angelis, rappresentante dell’azienda Principe Pallavicini, è stato riconfermato presidente del consiglio d’amministrazione del Consorzio tutela denominazione Frascati il 17 maggio «in una scelta di continuità»; vice presidente è stato nominato Danilo Notarnicola dell’azienda Cantine San Marco. (Sommelier.it)

consorzio frascati«Il vino è un prodotto fortemente legato al luogo di produzione e non si può tutelarlo e valorizzarlo appieno fuori dal suo territorio. Per questo chiediamo che l’imbottigliamento del Frascati Doc avvenga nelle nostre cantine, tra l’altro perfettamente attrezzate per farlo». È risoluto Mauro De Angelis, presidente del Consorzio di tutela dei vini Frascati recentemente riconfermato, nell’appellarsi alle istituzioni locali perchè «risolvano questo problema che va avanti da anni».

 


 

Una parte del Frascati, vino antichissimo prodotto nei Comuni di Frascati, Monteporzio Catone, Grottaferrata, Montecompatri e alcune zone di Roma, viene infatti imbottigliato in sei cantine del territorio nazionale, da Gaeta a Bolzano, a Cuneo. «Ciò è reso possibile – afferma De Angelis – nonostante esista un divieto all’imbottigliamento fuori dal luogo di produzione, da una serie di proroghe concesse dal Ministero delle Politiche agricole che autorizzano questa anomalia».

In questi giorni un gruppo di deputati bipartisan ha presentato una interrogazione per chiedere al ministro Galan di riportare tutto in loco. «Noi chiediamo alla Regione e alle altre istituzioni – prosegue De Angelis – che ci diano una mano in questa vicenda, sia sollecitando il ministro, come aveva già fatto in realtà il precedente assessore all’Agricoltura Valentini, sia attraverso un sostegno legale, economico e politico». Ammonta a 110 mila ettolitri la produzione del Frascati di quest’anno.

Di questi 10-15 mila finiscono nelle sei aziende nazionali, il rimanente viene imbottigliato sul posto. «In realtà – precisa il presidente del Consorzio – le nostre cantine avevano già preso accordi con le aziende per riportare tutto qui, tanto che il quantitativo imbottigliato fuori è fortemente diminuito negli ultimi tre-quattro anni: siamo passati da 60-70 mila ettolitri a 10-15 mila. Ma occorre che ora le istituzioni facciano la loro parte per supportare questa strada avviata. Il Frascati, nonostante il miglioramento qualitativo, ha spesso un’immagine sbiadita e se non si interviene rischiamo di aggravare la situazione di un vino leader dell’enologia nazionale ed eccellenza di territorio».

Mauro De Angelis, rappresentante dell’azienda Principe Pallavicini, è stato riconfermato presidente del consiglio d’amministrazione del Consorzio tutela denominazione Frascati il 17 maggio «in una scelta di continuità»; vice presidente è stato nominato Danilo Notarnicola dell’azienda Cantine San Marco.

(Sommelier.it)

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