Consorzi Doc in società

Sta per entrare nel vivo l’attività di Valore Italia, la società per il 51% di Federdoc, nata in vista dell’entrata in vigore della nuova Ocm vino. Una scelta obbligata visto che dal primo agosto prossimo i Consorzi di tutela saranno chiamati a svolgere un nuovo ruolo dal momento che l’Ocm chiede di dotarsi di enti terzi per la certificazione. Per questo Federdoc ha dato vita a un ente costituito da chi ha lavorato ai controlli nei vari consorzi. “L’alternativa era distruggere l’esperienza dei Consorzi o costruire una opportunità. Noi abbiamo scelto questa seconda strada”, commenta Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc durante la presentazione a Roma del libro edito per festeggiare i trentanni dell’associazione, “Abbiamo scelto di mantenere il patrimonio di professionalità, di mantenere il lavoro fatto sulla tracciabilità. E per farlo abbiamo scelto la collaborazione con Csqal ente riconosciuto a livello internazionale, con il quale è nato Valore Italia, Un modo anche per mantenere le identità di tutti, soprattutto dei Consorzi più piccoli”. Oltre al cambiamento in atto per i Consorzi, novità arriveranno anche per la legge che istituisce le Doc. “Entro sei mesi ci aspettiamo dal ministero la nuova legge che sappia mantenere quel che di buono c’era nella 164”. Amministratore delegato di Valore Italia sarà Ezio Pelisetti. “La nostra strada è stata quella di dare vita ad un ente nazionale di certificazione”. Federdoc conta 100 soci che rappresentano oltre il 70% della produzione nazionale di Vqprd. In Italia esistono 316 Doc, 41 Docg e 120 Igt. “Abbiamo troppe denominazioni. Certo l’Ocm. non farà pulizia, ma dobbiamo rivedere il sistema. Ad esempio si potrebbe pensare di portare a Igt le Doc e Docg non sufficientemente utilizzate. Soprattutto sono troppe le denominazioni nelle quali gli stessi produttori non credono”. (Italia Oggi)

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