Chi aiuta i produttori di vino?

Se il mondo del vino s’interroga sul suo incerto futuro dovuto alla drastica diminuzione dei consumi, causata principalmente dalle norme di legge che regolano il tasso alcolico nel sangue di chi guida, dal consumatore attento ed informato e, ancor più dai sommelier, ci sono consapevoli risposte. Innanzi tutto, bisogna finirla con la demonizzazione del vino. La stragrande, se non totale, quantità d’alcol che è rilevata attraverso l’etilometro e il prelievo di sangue nei soggetti che hanno causato gravi e mortali incidenti, deriva dai super alcolici (distillati e liquori), a cui spesso, si aggiungono droghe d’ogni tipo.

Lo sanno tutti che nei Paesi produttori di vino l’alcolismo è sicuramente minore che nei Paesi che non lo producono. Pochi anni fa in Russia proprio per limitare la piaga dell’alcolismo, è stato incentivato il consumo di vino. Quindi un modo per cercarne in entrambi i casi un rimedio non è facile. Però si può e si deve fare una corretta informazione da parte dello Stato, e dei corsi specifici e professionali sul consumo consapevole delle bevande alcoliche. L’informazione deve essere fatta a tutto campo con rispettive modalità, secondo gli utenti (nelle scuole elementari all’università e al resto della popolazione), mentre i corsi specifici, le associazioni di settore AIS e FISAR li realizzano da oltre un trentennio. Un lavoro di anni, scarsamente considerato dagli organi preposti dello Stato e dai sindacati anche sotto il profilo professionale, trova oggi l’interesse di un senatore del Pdl Pierfrancesco Gamba. Nella sua proposta oltre la creazione di un albo per sommelier professionisti, la formazione professionale attraverso corsi universitari di vari indirizzi con l’ottenimento di una laurea.
Questo ha creato un naturale risentimento da parte dell’AIS che si vede annullare tutto quanto ha creato con fatica, dopo che per anni ha sfornato migliaia di sommelier. Ma aldilà delle polemiche sull’argomento che, trova anche consensi sulla proposta di legge, il mondo del vino langue. Milioni di persone in Italia traggono il loro reddito dal vino e dal suo indotto. E se è vero che la crisi non risparmia nessuno, allora anche il comparto del vino ha le stesse necessità dell’industria. Quindi gli stessi aiuti che sono stati dati all’industria dell’auto e degli elettrodomestici, devono essere dati all’agricoltura, in particolare al settore del vino. E dopo in vino, c’è da aiutare anche il comparto dell’olio di oliva. Quello prodotto solamente con olive coltivate in Italia. (TigullioVino)

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