C’era una volta un re e….’na tazzuliella è cafè!

C’era una volta un Re, come iniziano le antiche fiabe. Ebbene, questa volta si tratta di un sovrano vero. Il suo nome era Scaturchio, un pasticciere così famoso, ma tanto, che il profumo dei suoi caffè, dei suoi babà, delle sue sfogliatelle e pastiere arrivava fino in Calabria a noi piccoli, affamati di fiabe e divoratori di dolci.
A casa mia si attendeva impazienti l’arrivo dello zio Nino, che da San Giorgio a Cremano, prima di imboccare l’autostrada, passava da lui, dal Re in persona, per portarci le sue meraviglie da quel posto lontano di cui noi conoscevamo solo il nome: Napoli.

Il Re ebbe una lunghissima vita, e le sue pastiere, anno dopo anno, ci raggiungevano persino nelle nostre “migrazioni” esistenziali: allo IALS di Bologna, a bordo dei pullman della linea Napoli-Bologna, e poi a Roma, grazie alla generosità colta e alla passione dei fanatici estimatori, come Fabrizio Zampa, giornalista del Messaggero e nostro caro amico, che dalla cornetta all’altro capo del filo gridava “A Stefa’ è mezzanotte, ma c’ho una pastiera di Scaturchio fresca-fresca, anzi, calda-calda; che faccio, passo?”
Così, da buoni sudditi del Sovrano, anche a quell’ora, nella notte romana, seduti sul muretto del Testaccio, divoravamo la pastiera sbriciolata (ma, per carità, non “sbrisolona”), perché avrebbe dovuto “riposare”, ma chi ce la faceva a resistere?

Ma, evidentemente, tutte le dinastie hanno qualche punto debole. E tutti i monarchi, prima o poi, finiscono in una soffitta. Così accade che, con tanto di Re coronato alle spalle, e con tutta la tradizione secolare, se non millenaria, della caffetteria e pasticceria napoletana, sulla quale Re Scaturchio ha per qualche tempo regnato, quando si apre la Guida dei bar d’Italia 2010, fresca-fresca pure lei, presentata giovedì 24 settembre alla Città del Gusto, di Roma, si scopre con grande rammarico che il numero dei bar premiati in Campania è ridotto ai minimi termini e che il Sire ha perso tutto il proprio potere, detronizzato dai nuovi aspiranti alla Corona.
Della famiglia fondatrice non è rimasto più nessuno e si fa fatica a mantenere un livello di qualità ancora accettabile nella produzione pasticcera della antica Casa.
E’ con triste rimpianto che si legge la Guida narrarne l’antico splendore, di quando Scaturchio era lo storico punto di ritrovo dell’aristocrazia napoletana.
E che, nonostante questo doveroso omaggio al passato, il curatore non riesca ad assegnare all’azienda contrassegni di qualità che vadano oltre il chicco di caffè e una sola tazzina: davvero poca cosa per un ex Re.
Così, spinti dalla passione e dalla speranza (nonché dai dolci ricordi), lanciano qui un appello alle maestranze, che ancora producono la pasticceria Scaturchio, come un messaggio di amore:
“Gentili signori, operatori della dolcezza, rispettabilissimi creatori di bontà pasticcera, vi preghiamo e scongiuriamo di tornare ad attingere all’eredità che il Re vi ha lasciato, in nome della grande arte del passato, della nostra sudditanza al buon gusto; a nome di tutti quegli studenti universitari che forse ancora si avvicinano ai vostri banconi per godere delle vostre delizie, magari saltando anche il pranzo; a nome di quella splendida città, che voi abitate e rappresentate; in nome della grande tradizione dolciaria napoletana; a nome di tutti quei bambini che, non ancora merendine-dipendenti, (o merendine addict), sognano ancora di poter gustare una sfogliatella “da re”.

Citiamo qui di seguito, a loro lustro, i bar della Campania che si possono fregiare dei punteggi più alti attribuiti dalla Guida Bar del Rosso.
 
Tre tazzine (locale eccellente) e tre chicchi (caffè eccellente): locali zero
Tre tazzine (locale eccellente) e due chicchi (caffè ottimo): locali due,
Pansa di Amalfi (Sa) e Quisi Bar del Grand Hotel Quisisana di Capri (Na),
Tre con due tazzine (locale ottimo) e tre chicchi (caffè eccellente):
Piccolo Bar di Capri (Na) , Il Mosaico dell'Hotel Manzi di Napoli e Gran Caffè Cimmino di Napoli
Nella sezione bar innovativi: Culti SpaCaffè di Napoli
Nella sezione caffè storici: Pansa di Amalfi (Na) e Gran Caffè Gambrinus di Napoli.
Per il 2011, non ci resta che sperare e attendere….

Stefania Monaco

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *