C’è qualcosa di nuovo sotto il cielo di Roma

di Fabrizio Vicari (Sommelier) – Staff GustoVino

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Visto che scriviamo di vino ed eno-gastronomia (è attiva da qualche giorno anche la sezione “Risto” del sito) ci sembra giusto parlare fra le tante cose che amiamo, anche dei posti che ci “emozionano”, come i ristoranti di qualità, dove ci troviamo bene, che sono particolarmente attenti alle materie ed al legame con il territorio, insomma dove in qualche modo ci si sente a casa!

Qualche giorno fa siamo stati al Ristorante Satollo, situato nel quartiere Testaccio, notoriamente zona di “movida romana” e trattorie regionali, a nostro parere più o meno discutibili, e non sempre all’altezza della cucina romana, o solo di qualità…

Ma come citato anche sul loro sito: “C’è qualcosa di nuovo sotto il cielo di Roma…”

Il locale ci appare proprio come un salotto, un’unica stanza accogliente ed informale, con pochi tavoli, la luce giusta…
Ci salta all’occhio l’originale idea dei barattolini (contenitore che “ritroveremo”) con semi di varia natura, che avvistiamo su ogni tavolo…
Potremmo forse fare solo un appunto all’acustica, ma ormai come sappiamo è purtroppo molto difficile trovare un locale particolarmente “silenzioso”…

Davide Musci e Chiara Panzica, vengono da Torino (ma si sono conosciuti a Roma) e spinti dalla passione, circa 3 anni fa, dopo 10 anni di lavoro nella televisione, aprono questo delizioso ristorante…

La cucina, decisa da Davide in ottima sintonia con la brava chef Gaia Giordano, è molto curata, sia nella scelta delle materie prime di prima qualità, come ad esempio la carne piemontese de “La Granda” (www.lagranda.it), sia nelle preparazioni…una cucina di livello, solitamente appannaggio dei ristoranti di lusso, ma ad un prezzo decisamente inferiore e molto corretto.

Satollo_internoIl numero dei piatti in carta, che varia ogni 3 mesi circa seguendo le stagioni, propone 4 antipasti, 4 primi, 4 secondi, + i piatti del giorno (sulla lavagna, insieme ai vini al calice), in modo da avere prodotti sempre freschissimi, ma non solo…anche il pane, i grissini, e la pasta sono realizzati in casa!

Ma veniamo alla nostra cena…

Dopo essere stati accolti da uno sfizioso benvenuto “della” chef (trancetto di tonno rosso in crosta di sesamo con pomodori secchi e riduzione di vino rosso) accompagnato da un ottimo prosecco, abbiamo deciso di assaggiare sia pesce che carne…

Il nostro primo antipasto (del giorno) si è composto di un’“Insalata tiepida di bolliti piemontesi” fra cui “Gallina di Saluzzo”, 2 tagli di manzo e lingua, con rape bianche e sedano…una rivisitazione alleggerita di un classico piemontese, la cui carne viene cotta sotto vuoto a bassa temperatura.
Il tutto accompagnato da 3 graziosi barattolini con la “giusta” quantità di salse, tutte chiaramente fatte in casa: salsa verde a base di prezzemolo, bagnetto rosso (una sorta di ketchup casalingo!) e bagnetto piemontese fatto con uovo sodo, peperoni, pane e aceto bianco.
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Il secondo antipasto, una “Tartare di ricciola, pomodorini secchi, capperi, mozzarella di bufala e agretti”…un’insieme di sapori equilibrati e perfettamente integrati tra di loro, squisita e delicata, da assaporare piano piano, quasi ad occhi chiusi…

Per quanto riguarda invece i secondi abbiamo assaggiato il “Calamaro arrosto con pure di carciofi alla romana e patate affumicate, salsiccia di calamaro e cicoria”, veramente un’emozione che non dimenticheremo facilmente.

Invece per la carne, lo “Stinco di agnello cotto a bassa temperatura, salsa alla cacciatora e fagiolini”, molto tenero e gustoso è di certo da far invidia a quelli che si possono tranquillamente assaporare in territorio emiliano o addirittura oltreconfine…

La carta dei vini è ricercata, non commerciale e i ricarichi sulle bottiglie sono giusti, ma noi ne abbiamo approfittato, anche perché proposti al prezzo equo di 6 euro, per degustare un bicchiere di Ribolla Gialla (Attems) e un Pinot Nero (San Michele Appiano), prodotti di ottima qualità e in armonia coni piatti ordinati.
L’offerta del vino al bicchiere è a nostro parere vincente, concetto che purtroppo trova ancora difficoltà a fare breccia nella mentalità dei ristoratori…

Arrivati al dolce la nostra curiosità è stata stuzzicata dal gustoso “Tiramisù nel barattolo”, la cui scelta dell’insolito contenitore ha ancora una volta confermato l’estro e la creatività del locale; in abbinamento il Pedro Ximenex Cosecha 2004 (Alvear), un prodotto senz’altro difficile da trovare in carta…

Infine il conto di circa 90 euro per due persone, è stato piacevolmente unito ad un tris di finger food ovviamente a cura di Gaia, accompagnati dalla gentile e gradita offerta di un bicchiere di Roan della cantina Tramin (Termeno).

Tra i locali della ristorazione romana non è facile scovare nuove realtà dove la qualità è unita alla fantasia, in cui attraverso l’attenzione per il cliente insieme a quella per i piccoli particolari si può capire quanta passione e ricerca ci sia dietro un piatto, nel quale si possono ritrovare le tradizioni, i sapori ed i profumi di un tempo…bravi!

Satollo
Via Rubattino 22( Zona Testaccio), Roma
06.57.28.95.87 – Fax. 0657289587
Aperto dal lunedì al sabato, dalle 20 alle 23.30 (pranzo su prenotazione)
www.ristorantesatollo.it

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