Castellucci (Oiv): nel futuro vini buoni e leggeri…

Vino di buona qualità ma leggero, sinergia tra storia e futuro e un picco di orgoglio per il riconoscimento del lavoro fatto negli anni. Due battute fra ItaliaOggi e Federico Castellucci, Direttore generale dell’Oiv, l’organizzazione internazionale della Vigna e del Vino, all’indomani della pubblicazione in Gazzetta ufficiale europea del regolamento sulle pratiche enologiche.
Domanda. La nuova Ocm vino prevede il placet dell’Oiv per qualsiasi modifica o innovazione delle pratiche enologiche. Come vede questo ruolo strategico riconosciuto all’organizzazione?

Risposta. Direi che, piuttosto, il Regolamento della nuova Ocm vino ha previsto che tutte le pratiche enologiche riconosciute dall’Oiv debbano essere sottoposte all’approvazione del Comité de Reglementation per un parere che ritengo più politico che tecnico; questa procedura serve ad evitare che la Commissione possa modificare o stabilire, unilateralmente, una pratica enologica. L’applicazione immediata è ammessa solo per i metodi d’analisi. Anche i vini dei Paesi Terzi per entrare in Europa devono conformarsi a quanto approvato dall’Oiv. Tutto questo dà all’Oiv un ruolo di preminenza tecnico-scientifica, cosa che ci soddisfa enormemente.
D. Il regolamento applicativo sulle pratiche enologiche inserisce la dealcolizzazione. Come si sposa questa pratica con la moderna viticoltura?
R. Anche per effetto del cambio climatico si stanno ottenendo vini a tenore alcoolico naturale sempre più alto; i consumatori, in genere, desiderano prodotti pienamente naturali, con una buona specificità di gusto, ma più leggeri in alcool. La dealcolozzazione viene incontro a tali esigenze.
D. Il vino nel nostro paese evoca tradizione ma necessita di innovazione e tecnologia. Come rendere sinergiche queste due esigenze?
R. La tradizione è quella di fare un vino buono e sano che riporti l’animus del territorio; la tecnologia è al servizio e non in contrasto con tali esigenze: tradizionale è la spremitura, ma siamo passati (per fortuna…) dai piedi alle pneumo-presse! (Italia Oggi)

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