Buoni vendemmia per regolarizzare studenti e pensionati

Inizia la sperimentazione che dovrebbe portare ad un'emersione del lavoro nero.
Quante volte uno studente o un pensionato sarebbe stato interessato a raggranellare qualche soldino aiutando a vendemmiare in una delle migliaia di piccole aziende agricole sparse in tutta la penisola. Ma fino a ieri le leggi non permettevano di regolarizzare questi lavoratori assolutamente occasionali che quindi erano una risorsa perduta, a meno di non volerli impiegare di nascosto rischiando pesantissime sanzioni.

Invece quest’anno potranno essere utilizzati i “buoni vendemmia”, che permettono di regolarizzare studenti e pensionati (per questi ultimi sono decaduti i vincoli del cumulo) senza instaurare un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato grazie ad un voucher, ossia un buono orario prepagato del valore di 10 euro, che comprende anche il costo dell'assicurazione obbligatoria. In tal modo si dovrebbero semplificare al massimo gli adempimenti amministrativi per le aziende, le quali dovrebbero solo registrarsi una tantum, acquistare i buoni e consegnarli ai prestatori di lavoro.
La sperimentazione dovrebbe avvenire su tutto il territorio nazionale e dovrebbe riguardare tutte le aziende agricole, a prescindere dalle loro dimensioni o forme di conduzione, anche se molti sostengono che ad usufruirne saranno soprattutto ad aziende medio-piccole, visti i vincoli di un limite di spesa totale massima di 10 mila euro ad azienda e di 5 mila per ciascun addetto.
I beneficiari delle prestazioni occasionali di tipo accessorio saranno tenuti, prima dell'inizio della prestazione, a comunicare all'Inail per via telematica o tramite call-center, i dati anagrafici e il codice fiscale propri e del prestatore di lavoro, indicando, inoltre, il luogo dove si svolgeranno i lavori e il periodo presunto dell'attività lavorativa.
Qualche perplessità sul reale snellimento delle procedure burocratiche è stata avanzata dalla Confederazione italiana agricoltori: “Esaminando i dettagli della convenzione, non ci sembra che il ‘buono vendemmia’ risolva i problemi legati alla tanta burocrazia. Pare più semplice assumere con le classiche procedure, senza contare che il provvedimento si limita ai soli studenti e pensionati, mentre le necessità riguardano soprattutto la manodopera straniera”.
Al termine del periodo di sperimentazione, fissato al 31 dicembre 2008, l'Inps procederà ad un monitoraggio dei risultati che saranno valutati dal Ministero del lavoro, con l’accordo dei sindacati, per un’eventuale proroga o estensione della sperimentazione, ma sono già in molti a scommettere non solo sul rinnovo, ma anche su un futuro un allargamento ad altri settori. 

 

Nota dell’Inps… Alla sperimentazione dei voucher vendemmia potranno partecipare soltanto i pensionati e i giovani con meno di 25 anni di età regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso le università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado. E a quest’ultima definizione infatti che occorre rifarsi per individuare gli “studenti” che potranno essere retribuiti con i buoni da 10 euro per la loro partecipazione alla vendemmia 2008. La precisazione arriva dall’Inps (messaggio n. 17846 del 6 agosto) alla luce della definitiva conversione in legge del dl 112/2008, la manovra economica d’estate, che all’articolo 22 è intervenuta a modificare la disciplina del lavoro accessorio contenuta nel dlgs 276/2003. In particolare, la norma ha precisato che le attività accessorie possono essere vo1te, tra gli altri, nei periodi di vacanza da giovani sotto i 25 anni iscritti a un corso scolastico o universitario e che saranno questi a poter svolgere le attività agricole di carattere stagionale alle quali l’operazione vendemmia 2008 fa riferimento. (Enotime)

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