Bruxelles, è guerra ai “buttadentro”…

Troppi camerieri sul marciapiede ad invitare i clienti: multe salate per i ristoranti… Tempi duri per i “buttadentro” di Bruxelles: il collegio dei borgomastri ha finalmente deciso di applicare rigidamente le norme che dal primo gennaio del 2006 vietano la pratica del racolage, o “adescamento del cliente”, e ha sanzionato pesantemente quei ristoranti che sinora avevano continuato ad attirare turisti ingenui per le vie del centro facendosi beffe della legge. Certo, si fa presto a cantare vittoria. Già tre anni e mezzo fa, quando il Comune incluse nel regolamento di polizia “sanzioni amministrative” contro il racolage che prevedevano anche la sospensione della licenza a utilizzare gli spazi all’aperto da 14 giorni a due mesi per ristoranti recidivi, in molti avevano esultato.

Da allora ad oggi il Comune aveva tuttavia disposto solo 39 sospensioni di licenze a utilizzare gli spazi esterni, una revoca e 17 chiusure temporanee. Poca cosa rispetto al dilagare del fenomeno. Giovedì scorso invece sono astati sanzionati ben 15 ristoranti locali in un giorno solo: per essere rimasti sordi agli avvertimenti, saranno costretti a chiudere gli spazi all’aperto per almeno una quindicina di giorni a partire dal 10 del prossimo mese, proprio a cavallo del propizio periodo di Ferragosto. Chiunque si sia mai addentrato alle spalle della Grand-Place di Bruxelles, una delle più belle piazze d’Europa dichiarata Patrimonio mondiale dell’umanità, conosce bene l’insistenza dei ristoratori dell’Ilot Sacré. Basta passeggiare lungo via del Pane o dei Macellai – ben 120 strade nell’Isola dei ristoratori portano nomi culinari – per trovarsi a fare lo slalom tra una sequenza ininterrotta di tavoli all’aperto agghindati di cianfrusaglie varie e venire assediati da camerieri invadenti che offrono aperitivi assaggi gratis e intanto propongono un menù luculliani per pochi euro. Un fenomeno importato dal Quartiere latino di Parigi che non piace né alle organizzazioni di categoria che denunciano la concorrenza sleale né ai gruppi organizzati dei residenti che lamentano il degrado dell’antico quartiere. Mentre il Comune restava sordo ai suoi richiami, l’associazione dei residenti dell’Ilot Sacré aveva perciò adottato da sé una “Carta contro il racolage” e premiato i “commercianti buoni” con una placca di smalto blu. Gli altri, i “cattivi”, tuttavia continuano a studiare nuovi espedienti per “accalappiarsi” a tutti i costi gli ignari potenziali avventori. Il Comune sembra aver finalmente dato ascolto ai cittadini riconoscendo come il racolage, oltre a “generare concorrenza sleale”, “nuoccia all’attrattiva del centro storico”. La nuova stretta del borgomastro a sorpresa è stata accolta con favore anche da coloro che sinora si erano adeguati alla concorrenza. “Adescare, costa caro”, ha spiegato uno degli oramai ex-procacciatori da strada, “tra gli 80 e i 100 euro a giorno, senza contare gli aperitivi gratuiti offerti ai clienti”. E c’è anche chi, da quando ha smesso di assillare i turisti, ha visto la sua clientela aumentare. (La Repubblica)

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