Bottiglie di plastica, di vetro sottile e di alluminio per il vino del futuro?

Gli imballaggi leggeri e a basso impatto ambientale si stanno imponendo anche per il vino di qualità.
Recentemente la Cantina di Soave ha comunicato alla stampa di essere la prima azienda italiana ad imbottigliare per la catena distributiva Tesco sul mercato inglese due vini di punta, il Soave doc e il Valpolicella doc, usando una bottiglia di vetro super leggera chiusa con tappo a vite “Stelvin”. In pratica ha utilizzato al posto della classica bottiglia bordolese da 410 grammi una bottiglia definita “Slim”, letteralmente magra, che pesa solo 325 grammi ed è brevettata dalla Saint-Gobain Vetri, con un cospicuo risparmio di peso vetro che nel caso della Cantina di Soave si aggirerà attorno alle 255 tonnellate in meno all’anno riducendo l’impatto ambientale del 21%.

La prima nazione europea a richiedere con insistenza che gli imballi diventassero più leggeri e meno inquinanti è stata l’Inghilterra, e per quanto riguarda il vino sono stati addirittura stati creati dei centri di imbottigliamento in loco legati al progetto “GlassRite wine”, fortemente sostenuto dal Governo britannico. Ma non tutte le aziende sono disponibili ad inviare in Inghilterra i propri vini sfusi, per cui preferiscono giocare d’anticipo e modificare la confezione all’origine.
Naturalmente i giganti della distribuzione organizzata anglosassone hanno immediatamente fiutato l’aria e ne stanno facendo anche una questione di marketing, addirittura il gruppo Tesco si è imposto di ridurre del 25% in cinque anni il peso dei materiali da imballaggio ed quindi ha chiesto a tutti i fornitori un impegno in tale direzione. Ma il sano interesse per la riduzione dei costi e del relativo impatto ambientale degli imballaggi sta prendendo piede non solamente nei mercati anglofoni, bensì anche nei Paesi scandinavi e in Germania mentre si comincia a parlarne anche in Italia.
Ma ci sono aziende vinicole all’avanguardia anche su altri tipi di packaging leggero e a basso impatto ambientale, come la francese Boisset, che quest’anno commercializzerà il suo Beaujolais Nouveau sul mercato nord americano e canadese in bottiglie di plastica. Questo vino è destinato ad essere bevuto rapidamente, quindi i tempi di conservazione sono brevi, ma questa misura permette di ridurre il costo energetico e l’impatto ambientale delle spedizioni di oltre il 50%. Il gruppo Boisset continua anche a commercializzare 3 suoi vini, un Mommesin Beaujolais Gran Riserva, uno Chardonnay Vin de Pays d'Oc e un Mâcon Blanc Villages, in innovative bottiglie d'alluminio presentate come prototipo in occasione di Vinexpo 2007 a Bordeaux. Si tratta di un packaging dotato di un sistema innovativo che permette ai consumatori di sapere se il vino è alla giusta temperatura di servizio, infatti sull'etichetta si trova una pallina adesiva trasparente chiamata CoolDot® che, grazie ad un inchiostro termosensibile, cambia colore quando il vino bianco è a 8°C ed il vino rosso a 12°C.
“Moderno, leggero e soprattutto riciclabile all'infinito, l'alluminio è un packaging alternativo che capta una clientela giovane e moderna” sostiene Nathalie Vergès, responsabile della comunicazione di Boisset.
Il consumatore è sempre più attento nell’acquistare prodotti con imballaggi leggeri sia per ridurre la quantità di rifiuti prodotti che per una questione di peso, visto che molti si recano ai supermercati con borse portate da casa, magari in tela o in juta, e non amano faticare per trasportare dell’inutile peso. (Enotime)

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