Borse a picco, qualcuno consiglia di investire nei ‘Grands Crus’

Bere per dimenticare le amarezze di Borsa?
Non si spiega in modo così semplice il fatto che in Francia il vino, che ha un mercato simile a quello delle azioni, con alti e bassi e fior di speculatori scatenati, non conosca di questi tempi nessun crack. Anzi. Qualcuno consiglia di ritirare i soldi in banca e investirli nella propria cantina.
«I grands crus (il livello di eccellenza, più elevato del Doc) – spiega Christian Roger, che gestisce etichette come Mouton Rotschild e Chateu-Yquem – sono ricercati sempre perchè sono rari. La domanda su questi prodotti di lusso è crescente».

Comprare una bottiglia preziosa, anche molto preziosa, in tempi di crisi – magari utilizzando il denaro investito in banca – sembra rassicurare almeno un'elite di francesi. Al pari dei collezionisti d'arte, sanno che un quadro d'autore è come una bottiglia di un'annata preziosa, non si svaluta mai e non soffre nemmeno i subprime.
In una recente vendita a Londra – rivela a Le Figaro Angelique de Lencquesaing, fondatrice di Idealwine.com – il prezzo dei Bordeaux del 2000 è aumentato del 20%. Certo, con i tempi che corrono non c'è mai da stare tranquilli, e i professionisti del settore – sulle riviste specializzate – esortano a stare con gli occhi aperti. Questo perchè, se in giro ci sono comunque meno liquidi (nel senso di soldi), anche il mercato del nettare delle vigne orgoglio di Francia finirà per soffrirne. Ma gli esperti concordano nella previsione che sarà il vino buono e magari quello ottimo a patire, mai quello eccezionale, distillato in poche, preziose e spesso antiche bottiglie, conservate in cantine sorvegliatissime e ad umidità controllata. Se i grandi Crus del Medoc, la riva della Gironda dove cresce la vite più preziosa, dovessero cominciare a flettere nelle quotazioni, ci penserebbero i grandi proprietari degli Chateaux, ormai abilissimi ad operare sul numero di bottiglie prodotte per alzare o abbassare il corso dei vini di qualità.
È sempre la de Lencquesaing, vera esperta del settore, a consigliare però grande attenzione anche in senso positivo, perchè «i prossimi mesi offriranno straordinarie possibilità di acquisto, quindi di investimento». Per chi avesse ancora qualche incertezza, o fosse ancora incerto per aver subito batoste in Borsa, ecco i consigli: innanzitutto i grandi vini di Borgogna, come il Georges Roumier o il Romaneè-Conti (indicazioni largamente condivise dagli esperti). Per quanto riguarda il Bordeaux, l'indicazione è approfittare dell'attuale stabilità dei prezzi sull'annata 2000. (Sommelier.it)

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