BOCA Doc 2003 (Sergio Barbaglia)

Barbaglia_logoA cura di Fabrizio Vicari (Staff GustoVino)

Si sa, ho un debole per il Nebbiolo e sono stato già un paio di volte in Alto Piemonte, luoghi particolari e spettacolari a cui sono rimasto affezionato, così come alle persone che lavorano con il vino e che ho avuto la fortuna di conoscere in questi ultimi anni…

 

Ci troviamo sulle Colline Novaresi e precisamente nella Riserva Naturale del Monte Fenèra, la zona più fresca dell’Alto Piemonte dove i 15 ettari di vigne di Boca raggiungono la maggiore altitudine, ma è il Monte Rosa a proteggerle dalle correnti fredde.

Qui si ha minore luminosità in settembre e ottobre con autunni più precoci e maturazioni piuttosto tardive rispetto ai cugini di Langa…
Il terreno si caratterizza per il porfido di color rosa brillante, un suolo molto acido di origina vulcanica e  la poca presenza di argilla ne facilita la buona capacità di drenaggio.
Ne derivano vini ricchi di acido malico, molto minerali e di alcolicità contenuta, con una struttura fine, ma elegante, ed una buona trama tannica…
Il vitigno maggiormente diffuso è il Nebbiolo (qui detto Spanna), forse la più grande uva da invecchiamento e dall’ampia complessità aromatica, capace quasi sempre di esprimere il territorio in tutte le sue profondità…

L’Antico Borgo dei Cavalli, oggi “Sergio Barbaglia”, dal nome del figlio del fondatore, che ne è titolare ed enologo, è una cantina risalente al dopoguerra, infatti da qui partivano le botti di vino, su carretti trainati da cavalli, verso tutta la regione, dall’Alto Piemonte fino alla Pianura Padana.
Ad occuparsi dell’aspetto commerciale è la vulcanica figlia Silvia (presto mamma), dal carattere istintivo che va ad arricchire ed integrare la filosofia dell’azienda, dettata dal padre Sergio, persona molto seria e disciplinato conservatore.

In questa zona una delle denominazioni più rappresentative è la Doc “Boca” (tratto dal sito dell’azienda):
Il Boca “vino da Papi“ secondo un curioso aneddoto del primo ‘900, è considerato “DOC storica“ piemontese in quanto ha ottenuto fin dal 1969 il riconoscimento della denominazione di origine controllata.

Il Nebbiolo è in percentuale del 70% con saldo di Vespolina, ed una resa di 70 q/ha.
Le uve provengono dalle vigne di Boca, Cavallirio, Maggiora, Prato Sesia e Grugnasco.
Il vino subisce un invecchiamento minimo di 3 anni di cui 2 in botti di rovere e viene imbottigliato nel quarto anno successivo alla vendemmia.

Boca_BarbagliaHo degustato l’annata 2003 alla cieca ed all’inizio sembra ingannarmi in quanto, malgrado le sfumature granata, sembra un vino più a “sud”, forse a causa dell’annata notoriamente calda e della Vespolina, vitigno che apporta solitamente colore e pienezza.
Nel corso dell’assaggio sono invece venute fuori tutte le peculiarità che caratterizzano la tipologia, gli eleganti profumi balsamici, di viola, di erbe aromatiche, fiori e pepe.
In bocca è molto minerale, la sensazione è quasi salina, rafforzata anche dall’ottimo nerbo acido ed un tannino vellutato; di lunga persistenza.

E’ veramente un bel vino, caratteristico di queste zone meravigliose, ed in grado di regalarci sempre tante emozioni…

P.S. Auguri alla neo-mamma!

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *