Beer-pong, lo sport di chi alza il gomito…

Durante le loro interminabili feste notturne gli antichi greci giocavano a Kottabos: lo scopo era quello di centrare un obiettivo posto a distanza lanciando il residuo di vino del proprio bicchiere. Leggenda vuole che addirittura Socrate ne fosse un appassionato giocatore. La fortuna dei drinking-game non ha subito battute d’arresto nei secoli: la variante più in voga al momento, perlomeno negli Stati Uniti, è il “Beer Pong”, una specie di ping-pong alcolico, dalle regole non esattamente machiavelliche.

Si tratta di fare canestro in un bicchiere posizionato a un metro e mezzo di distanza con una pallina da ping-pong. I bicchieri sono pieni di birra e, ogni volta che un giocatore centra l’obiettivo, il suo rivale deve bere il contenuto del bicchiere. Nient’altro: si va avanti così, fino all’abbattimento etilico del proprio oppositore. Il gioco è talmente diffuso tra gli universitari yankee che alcuni college l’hanno già bandito. E in Italia? Una volta c’era il gioco della bottiglia, ma era un po’ diverso no? (Il Sole 24 Ore)

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