Barolo, terre a peso d’oro…

La notorietà della zona ha reso particolarmente cari terreni e casali, peraltro rari… Si arriva a 500mila euro l’ettaro nei casi di proprietà con “cru” eccellenti… Le vie suggestive e antiche di Alba sulle quali si affacciano le botteghe storiche sono affollate di appassionati e turisti. Un po’ da tutta Italia e dal mondo, dal 4 ottobre e sino al 9 novembre, sono arrivati attirati dalla Fiera internazionale del tartufo d’Alba. E nelle trattorie, sulle tante tavolate imbandite per gli stranieri in visita, campeggiano le bottiglie di Barolo, un’altra delle eccellenze che hanno reso famoso il territorio collinoso delle Langhe.

Nella piccola area del Barolo e degli 11 Comuni che compongono la docg, a sud-est di Alba, è ancora in corso la vendemmia del Nebbiolo (che secondo il disciplinare compone il Barolo al 100%), quest’anno tardiva.“Questo raccolto si caratterizza per un calo della produzione – spiega Ercole Zucchero, direttore di Confagricoltura Torino -, ma le prime rilevazioni hanno segnalato la straordinaria qualità delle uve a bacca nera, la barbera tardiva e il nebbiolo”. Un risultato che consoliderà il posizionamento già alto del vino Barolo sui mercati internazionali di cui hanno beneficiato negli anni anche i valori di case e terreni in tutto il territorio della docg.“Sono inarrivabili e decisamente superiori a quelli delle altre docg delle Langhe come il Barbaresco – conferma Zucchero – anche se ultimamente più abbordabili”. I prezzi escludono le parti immobiliari e si attestano fra i 45 e gli 8omila euro all’ettaro, con picchi che toccano i 500mila euro e oltre nei casi dei cru eccellenti, mentre nella docg del Barbaresco (nel Comune omonimo, a Neive e Treiso) oscillano tra i 35 e i 75mila euro.“Per la zona del Barolo registriamo una forte richiesta da tutta l’Europa del nord – sostiene Patrizia Canale, titolare della Prestige Immobiliare -. Ma è raro trovare chi vende. Più facile, se ci si rivolge alla vicina zona del Roero”. Un territorio selvaggio e ricco di boschi quello che si sviluppa intorno alla“capitale” Canale e per questo meno ambito. Le quotazioni date da Ercole Zucchero per il terreno coltivato a vite (Nebbiolo e Arneis) si attestano infatti sui 35-50mila euro all’ettaro. del Piemonte. Spostandosi a est, verso il confine con il Monferrato, Santo Stefano Belbo è conosciuta per il Moscato la cui vendemmia è terminata alla fine di settembre. Anche da queste parti, negli ultimi anni, i terreni vitati con o senza case di campagna sono diventati merce rara, spiega Valter Boido, titolare dell’agenzia omonima:“Gli abitanti del luogo hanno cominciato a capire che questo territorio ha un valore – spiega – e hanno investito nelle aziende agricole di famiglia, in alcuni casi trasformandole in agriturismo o bed&breakfast. In più ci sono le richieste di chi viene da fuori. Dopo l’Albese, anche questa zona sta diventando appetibile”. I terreni coltivati a Moscato si vendono fra i 60 egli 80mila euro all’ettaro. Come succede anche per le altre docg, le variabili che incidono sulla quotazione sono numerose: stato produttivo del vitigno, accessibilità, posizione dominante eccetera. Oltre l’investimento fondiario può rendersi necessario quello immobiliare:“Le quotazioni dipendono da molte variabili, a partire dalla posizione e dall’accessibilità – continua Boido -, ma tra spazi abitativi e pertinenziali, si può prendere in considerazione un’oscillazione media fra i 500 e gli 800 euro al mq, escludendo le attrezzature”. Il calcolo è presto fatto se si considera che mediamente si hanno a disposizione in tutto circa 500 mq. (Il Sole 24 Ore)

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