Azienda Agricola Bio Donato GIANGIROLAMI

Giangirolami (bottiglie)A cura di Carla Campus

In linea con quello che ci piace di più, ancora una volta siamo riusciti non solo a degustare dei vini molto interessanti, ma anche a farceli raccontare dal produttore; lo scorso martedì 24 febbraio da Inopia abbiamo degustato i vini dell’Azienda Agricola Bio Donato GIANGIROLAMI ed era presente Laura, che con Federica collabora col padre nella conduzione dell’Azienda.

L’Azienda si trova nell’Agro Pontino, una zona storicamente giovane, che solo recentemente è venuta alla ribalta per i suoi vini.

Il vigneto si compone di tre corpi, due ricadenti nell’area della Doc Castelli romani, e uno ricadente nella Doc di Cori.

La cantina di proprietà si trova a Borgo Montello; in località Le Ferriere, sono coltivati i vitigni a bacca rossa (Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, Petit Verdot, Montepulciano, Nero Buono di Cori), mentre a Doganella di Ninfa, nella DOC di Cori, vengono coltivati quasi tutti quelli a bacca bianca (Sauvignon, Malvasia Puntinata, Pignoletto, Falanghina, Grechetto di Orvieto, Chardonnay, Viognier). Giangirolami (bottiglie retro)

Dal 1993 il metodo di coltivazione è quello dell’agricoltura biologica, dunque senza l’ausilio di prodotti chimici di sintesi, sia per i trattamenti che per la concimazione, nel rispetto del regolamento europeo, ma la strada del biologico era stata intrapresa anni prima, da Donato appunto quando ha espiantato il classico impianto a tendone risalente al 1956 e che garantiva una produzione abbondante che veniva conferita, a favore dell’allevamento a spalliera con una resa produttiva per ettaro contenuta grazie alla mancanza di qualsiasi tipo di forzatura.

La cantina è dotata della moderna tecnica ed è l’unico aiuto che viene adoperato per fare il vino: rispetto in vigna per i cicli naturali e controllo in cantina dei naturali processi di fermentazione, in linea con la filosofia agricola e produttiva dei vini biologici che privilegia il rapporto con il territorio e la natura. AzAgr DonatoGiangirolami Degustaz Inopia (3)

Tutti i serbatoi e i vinificatori sono in acciaio inox. La pressa è l’ultimo ritrovato della tecnologia: estrae delicatamente, lavora sottovuoto e con l’aiuto del gas inerte (azoto) le vinacce non sono mai a contatto con l’aria.

Il sistema del sottovuoto consente la spremitura delle vinacce in maniera particolarmente soffice per ottenere il mosto migliore, mentre l’azoto ne evita l’ossidazione e consente di operare nel rispetto del regolamento europeo del vino biologico, consentendo di ridurre drasticamente le sostanze antiossidanti (anidride solforosa).

Mozzarella in carrozzaNon solo tecnica, ma anche cuore in questi vini che abbiamo degustato e per i quali lo chef Andrea Dolciotti, si è prestato ancora una volta ad approntare un menù ad hoc per celebrare il matrimonio perfetto fra cibo e vino.

Il primo vino è stato il REGIUS, (2013, 13,5%) un uvaggio di Viognier, Sauvignon e un 20% di Chardonnay, utile per “addomesticare” le spigolosità dei primi due.

Nel bicchiere un vino dal colore giallo paglierino, con una predominanza dei sentori di frutta tropicale e delle note minerali e fresche.

In bocca una perfetta rispondenza con l’olfatto nelle note fruttate e fresco sapide. Calamaro imbottito, terra di funghi e pralina di caprino

In abbinamento la “Mozzarella in carrozza” ed il “Calamaro imbottito con terra di funghi e pralina di caprino”, il vino si è prestato egregiamente alla necessità di “pulizia” dopo il fritto e alla complessità del calamaro adagiato sopra una originalissima “terra di funghi” ottenuta frullando e setacciando dei funghi porcini disidratati uniti a farina e uova.

A seguire PROPIZIO, (2013, 14%) Grechetto di Todi in purezza che colpisce per i suoi profumi fruttati e floreali e per il suo gusto ricco ed appagante, in perfetta sintonia con la “Cacio e pepe e gambero crudo”, interessante per la progressione tra sapidità, mineralità e piccantezza.

Costina di maiale glassata e broccoletto strascinatoPer la “Costina di maiale glassata e broccoletto strascinato” il PANCARPO, (2012, 14%) Cabernet, Petit Verdot, Syrah e Merlot, 4 vitigni internazionali che nell’agro pontino hanno trovato il loro territorio d’elezione e che in questo vino convivono sapientemente per regalarci un’olfattiva fruttata, con la presenza di prugne, frutti di bosco e ciliegie e una gradevole nota speziata; in bocca è un perfetto equilibrio di sapidità e acidità, a cui fanno da contorno dei tannini che lasciano la bocca piacevolmente asciutta.

Qui la mano sapiente dello chef ha destrutturato il vino riportandolo nel suo piatto: la scioglievolezza della carne accompagnata dalla glassa e dalla bbq alla francese, più dolce ed equilibrata della bbq classica, i broccoletti strascinati e non ripassati integri per croccantezza e morbidamente piccanti grazie al pangrattato. Come una crostata

Per finire l’APRICOR (2011, 13%), una Malvasia Puntinata fintamente dolce grazie all’appassimento in pianta, e gradevolmente fresca tanto da rendere ancora più appetitoso il dolce preparato dallo Chef, “Come una crostata” mousse di ricotta di pecora, montata con lo zucchero a velo, crumble di nocciole e marmellata di pesche come base.

Un vino solido e sicuramente perfetto anche per essere abbinato a dei formaggi di media stagionatura e per il quale possiamo ipotizzare una terziarizzazione ricca di evoluzione.

In conclusione posso dirmi soddisfatta di una serata ben accompagnata sia dal cibo che dal vino, ringrazio la cortesia di Laura e credo che, a dispetto di quanto si possa immaginare, la certificazione di Azienda biologica, non penalizza la qualità, anzi sottolinea ancora di più il rispetto per il territorio e per il lavoro importante che ogni vignaiolo deve fare sul campo.

(Foto di Eugenio Simoni)

Logo  Giangirolami

Azienda Agricola Bio Donato GIANGIROLAMI
Via del Cavaliere, 1414
Borgo Montello (LT)
(uscita ss 148 Pontina: Nettuno, Le Ferriere, Via del Cavaliere)

Tel. 0773/458626
E-mail:info@donatogiangirolami.it

 

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