All’Open Baladin di Roma, in compagnia della “Birra del Carrobiolo”

Carrobiolo_Logo_Rosso

A cura di Fabrizio Vicari (Staff GustoVino)

Bella serata quella organizzata all’Open Baladin, locale ormai di riferimento per la birra artigianale a Roma, trascorsa in compagnia della Birra del Carrobiolo.

Il “Piccolo Opificio Brassicolo del Carrobiolo Fermentum” è una società costituita apposta per questo progetto da un gruppo di amici che provengono da diverse esperienze socio-educative, di associazionismo e dalla grande industria, tutte con la passione per la birra artigianale di alta qualità e la diffusione di una cultura del bere bene e consapevole.

Oltre a loro anche il barnabita Padre Davide Giuseppe Noè Maria Brasca è direttamente coinvolto nel progetto e ad lui e al suo convento vanno parte degli utili delle vendite, al fine di sostenere le opere socio-educative e spirituali promosse al Carrobiolo.

Il piccolo ma moderno laboratorio di produzione ed imbottigliamento è situato quindi all’interno del convento dei Padri Barnabiti di Piazza Carrobiolo a Monza caratterizzata dalla presenza della chiesa di S. Maria del Carrobiolo, uno tra i più ammirati edifici religiosi monzesi risalente al XIII secolo e affidata sin dal XVI secolo ai chierici regolari di S. Paolo o Barnabiti, tuttora presenti.
Proprio in omaggio a S. Paolo le birre riportano in etichetta l’immagine della statua del santo che sovrasta l’ingresso della chiesa adiacente. Carrobiolo_ingresso_convento

Pietro Fontana il mastro birraio ospite della serata, fa rilevare che la scelta dell’impianto è stata fatta prima di tutto in base alle dimensioni della porta e poi alle esigenze di produzione in quanto, per evidenti ragioni, non si poteva modificare nulla della struttura originale del convento.

La produzione di birre artigianali è iniziata nel 2008, il primo birrificio della città di Monza, anche se già un secolo fa sembra che già ci fosse una birra locale chiamata “Birra Monza”. Birra_Monza

La produzione delle birre è condotta secondo il metodo artigianale, e quindi birre non filtrate e non pastorizzate, realizzate con le migliori materie prime: cereali maltati e non, luppoli lieviti e acqua.
Inoltre Pietro Fontana tiene a sottolineare che in “tutte” le birre viene utilizzato un frumento biologico autoctono chiamato “Spiga e Madia” coltivato grazie ad un patto di solidarietà tra il Distretto di Economia Solidale della Brianza e un agricoltore locale.

Infine la contenuta produzione destinata senz’altro, come ci auguriamo, a crescere, viene venduta sia al dettaglio, nella giornata di sabato nel negozio che si affaccia sulla piazza, sia ai ristoranti.

L’ambiente della saletta dell’Open Baladin, dedicata appositamente agli incontri con i microbirrifici, è gradevolmente raccolta, infatti qui ci troviamo in compagnia di appena una trentina di appassionati, tutti molto interessati a scoprire prodotti, storia e segreti di questa piccola realtà brianzola…Open_Baladin

Le varietà di birre prodotte sono principalmente tre, tutte contraddistinte più che altro dal colore dell’etichetta: gialla, rossa e bianca.

Prima di assaporare le creazioni culinarie del bravo chef Luca De Marco che accompagneranno le altre birre in degustazione, Pietro Fontana ci propone come “aperitivo”, la O.G. 1056 (etichetta gialla), da 5,3 % vol.

Carrobiolo_1056

A bassa fermentazione, nasce da una miscela di tre malti Pilsner, solo luppoli nobili di stirpe Saaz e naturalmente frumento “Spiga e Madia”.

La birra, ci spiega, si vuole ispirare a tutti gli effetti alle Pils boeme, dal colore giallo dorato e dai profumi erbacei ed agrumati, mentre in bocca evidenzia un amaro molto pronunciato quasi da alta fermentazione.
Secca e di corpo medio è fresca e dissetante, con un finale mediamente persistente che lascia la bocca piacevolmente pulita.
Si abbina molto bene a piatti tipici di tradizione tedesca quali stinco al forno, wurstel e taglieri di salumi in generale.

Proseguiamo la nostra serata con il primo abbinamento che vede la seconda birra in degustazione: la O.G. 1045 abbinata a “Kataifi quartirolo e rucola”

Carrobiolo_1045La prima birra che sin dal colore giallo pallido evidenzia, soprattutto al naso, un fermo legame con la Golden Ale, dal fruttato tropicale di passion fruit e ananas, tra cui si fanno strada spiccate note vegetali, che noi sommelier provenienti o “deviati” dal vino, ci divertiamo ad individuare nei tipici sentori del Sauvignon, vitigno francese della zona di Bordeaux, caratterizzato da foglia di pomodoro, fiori di sambuco e la “singolare” pipì di gatto!

La spiegazione di questa assonanza la troviamo nei luppoli “Nelson Sauvin” della Nuova Zelanda, dove nella zona di Malborough, il Sauvignon trova una delle sue maggiori interpretazioni.

Da solo malto Pils e sempre frumento “Spiga e Madia”, l’interpretazione dello stile è quello della “kölsch” delle birre di Colonia, dal corpo piuttosto esile, in cui l’alcol si attesta sui 5 % vol.

Al gusto è pulito e seducente dove ritornano piacevolmente le caratteristiche fruttate e balsamiche già avvertite in fase olfattiva.
Con un finale ancora leggermente erbaceo insieme all’amaro pungente di pompelmo, è una birra dissetante, ma disponibile solo nei mesi estivi, fino ad esaurimento scorte…
Infine rimaniamo soddisfatti dell’abbinamento dove l’acidità della birra trova il suo accordo con il formaggio quartirolo, mentre l’amaro del luppolo ben si armonizza con la rucola.

La terza birra proposta è la O.G. 1085 (etichetta bianca), ad alta fermentazione, dal grado alcolico 9% vol., in abbinamento a “Millefoglie di patate, acciughe alla povera, con sourcream alle erbe”Carrobiolo_1085

Questa birra di ispirazione alle “triple” belghe è prodotta da una miscela di 5 cereali diversi quali orzo, segale, grano saraceno, avena e frumento “Spiga e Madia”, con luppoli Perle, Saaz e Fuggle.
Viene inoltre rifermentata in bottiglia con l’aggiunta di miele locale.

Al naso la fanno da padroni evidenti note mielate, di frutta candita, di orzo, fino quasi al medicinale, mentre il malto contribuisce ad aumentare la tendenza dolce amalgamandosi agli esteri del lievito; inoltre rileviamo chiari sentori speziati e pungenti derivanti soprattutto dal grano saraceno e dalla segale.
A supportare il corpo strutturato naturalmente anche il tenore alcolico che gli consente una buona evoluzione nel tempo.
L’abbinamento proposto dallo chef possiamo dire che è quasi riuscito, dove la generosa dolcezza della birra smorza la marinatura delle acciughe, aiutata anche dalla salsa alle erbe.
D’accordo con gli partecipanti, ma convenendo alla fine anche con lo stesso chef, forse una “sfogliata” di patate in più avrebbe contribuito a raggiungere il necessario equilibrio per una completa armonia…

Gli abbinamenti gastronomici consigliati sulla scheda tecnica vanno dalle terrine di foie gras al coniglio in casseruola, dal risotto agli asparagi fino alle carni alla griglia e filetto ai funghi, senza disdegnare formaggi stagionati ed erborinati…un invito a berne un’altra bottiglia per verificare!

Passiamo al terzo piatto della serata costituito da “Insalata tiepida di fagioli del purgatorio, pachino e santoreggia con polpo croccante” al quale abbiamo abbinato la quarta birra: O.G. 1048 (etichetta rossa), alta fermentazione, da 4,9 % vol. Carrobiolo_1048

A base di malti caramellati e tostati in aggiunta al frumento “Spiga e Madia”, con luppoli amaricanti e aromatici, è la terza e ultima in “stile”, in quanto ispirata alle Brown Ale inglesi dal colore bruno con riflessi ambrati…
Al primo agitarsi nel bicchiere i sentori tipici del caramello si mescolano alle sfumature di tostatura che l’aiuteranno nelle sensazioni olfattive del piatto in abbinamento.
In bocca il dolce lascia il campo all’amaro in un piacevole alternarsi in sensazioni morbide e affumicate, lasciando una bocca rinfrescante e pulita.
La sua esile struttura, malgrado inferiore alla precedente la rende comunque piacevole proprio per la sua agilità di beva.
Riguardo all’abbinamento, come già annunciato la dolcezza e la croccantezza del polpo si accompagnano bene con le note dolci del caramello ed il fumè della birra, la quale scaldandosi nel bicchiere acquista note pronunciate di frutta e tostatura…

Chiudiamo questa bella e piacevole carrellata “brassicola” con una vera e propria chicca, unica nel suo genere, la O.G. 1111. Carrobiolo_1111

Una “Smoked Beer” il cui metodo produttivo è segreto, così come le informazioni sulla sua composizione, di cui ci vengono comuncati solo i gradi alcolici di 13 % vol., propri da “Barley Wine”!
Abbiamo abbinato questa affascinante creazione ad un “Cremoso al caffè aromatizzato alla birra”.

Dal colore bruno, appena avvicinato il naso al bordo del bicchiere rileviamo netti sentori di cuoio, miele di castagno e china fusi da indubbi sentori torbati, su una base di caramello però molto più marcata rispetto ad una Brown Ale.

In ingresso si ha un impatto piuttosto alcolico con un finale amaro e acido, mentre in retro-nasale esce di nuovo la torba ed il cuoio, lasciando una piacevole nota “torbata”, da grande invecchiamento…

Ci fa pensare più a whisky torbati dell’isola di Islay piuttosto che al Barolo Chinato (che ci piace tanto!) mancando quella di erbe officinali che distingue il vino piemontese…
Questa birra così particolare non troverà facilmente estimatori, anche nel mondo delle più “estreme”, ma a nostro giudizio è senz’altro da provare…

Veramente una piacevole serata durante la quale abbiamo avuto l’opportunità di apprezzare l’alto livello qualitativo di questa piccola realtà brianzola, in compagnia del simpatico Pietro Fontana che ci ha fatto conoscere nuove ed interessanti birre, a nostro giudizio, meritevoli di essere collocate ai primi posti del panorama brassicolo italiano.

Inoltre il bravo chef Luca de Marco ci ha fatto giocare con gli abbinamenti rendendo la serata ancora più affascinante, lasciandoci la voglia di tornare per fare nuove esperienze in compagnia di delle birre presentate dall’Open Baladin di Roma, da cui aspettiamo si sapere il prossimo appuntamento!

A questo proposito ringraziamo inoltre Rosy Spataro per la puntuale comunicazione degli eventi.

Piccolo Opificio Brassicolo del Carrobiolo “Fermentum”
Piazza Carrobiolo, 6 Monza (MB)
Pietro Fontana: 328/96.83.756
Marco Arosio: 320/84.24.687

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