All’iper vince il buon nettare…

Sorpresa. Nel canale della grande distribuzione, le quantità di vino a basso costo si stanno riducendo, a tatto vantaggio delle bottiglie da 0,75 oltre i 6 euro di prezzo. E’ un dato non da poco, se si considera che ormai la gdo è il primo canale di vendita per i produttori di vino. Il dato emerge dai primi dati della ormai tradizionale ricerca di Iri Infoscan, commissionata da Vinitaly e che sarà presentata nella sua interezza nel corso della manifestazione veronese (2-6 aprile). Sicuramente, il dato segna una svolta in quello che sembrava un trend ormai incontrovertibile e che vedeva in costante crescita i vini di fascia bassa (sotto i 2 euro) e quelli di fascia alta, mentre non premiava quelli di fascia media (2-6 euro). Un altro elemento, non secondario, vede ridursi, di conseguenza, il bric e i grandi formati in bottiglia (1,50 e 5 litri, soprattutto), a tutto vantaggio dei classici formati da 0,75 litri. Iri Infoscan spiega questi dati con la fase di crisi economica che stiamo vivendo e con una più attenta ricerca della qualità. A riprova, l’istituto di ricerca fornisce il dato sulla sostanziale stabilità nei volumi di vini in bottiglia da 0,75 venduti, a fronte di un calo del 3,6% di tutto l’altro vino (bric e grandi formati). Per contro, tra le confezioni da 5 o più euro, si è registrata una crescita del 19,2% in volume e del 16,4% in valore. Si assiste dunque all’accelerazione di un fenomeno ormai chiaro da anni: calano i consumi totali di vino, ma migliora nettamente la qualità del prodotto consumato. Resta per un unico interrogativo, che la lettura attenta della ricerca, nella sua interezza, potrà colmare. Se sono comprensibili i flussi dei consumi dai prodotti poco sotto i 5 euro a quelli sopra tale cifra, dove sono finiti quelli di fascia più bassa, sotto i 2 euro? I consumatori di tali prodotti hanno fatto un improbabile salto di fascia o hanno deciso di passare alle bibite analcoliche? Probabilmente, la realtà sta nel mezzo, con una parte di persone che, per la stretta economica, hanno ridotto il consumo di vino in generale e di vino di fascia bassa in particolare, e con una parte che si è spostata verso fasce appena superiori di prezzo, creando così il saldo registrato da Iri Infoscan. Fin qui il dato macroeconomico, che quindi darà indicazioni importanti a tutti quei produttori di vino a basso costo che hanno stretti contatti con la gdo. L’indagine non manca poi di indicare le tendenze di consumo per tipologie di vino, curiose, come sempre e atte a solleticare la fantasia dei titolisti dei giornali. Tra le molte classifiche, quella dei vini pi venduti nella gdo: sono il Chianti, il Lambrusco, la Barbera, il Nero d’Avola, il Vermentino sardo, il Montepulciano d’Abruzzo, la Bonarda, lo Chardonnay, il Muller Thurgau e il Prosecco, che con la sua peculiarità e l’accresciuta qualità, nonché un ottimo rapporto qualità prezzo, entra nella top ten di Iri Infoscan. (Italia Oggi)

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