Alcol, via alle tabelle nei locali. No dei titolari: “Fanno confusione” …

Basta con la sventatezza e l’ignoranza, nessun guidatore potrà dire di essersi distratto, che non sapeva. Arrivano con un seguito di polemiche le tabelle controlla-alcol: dal 23 settembre dovranno essere ben visibili in ogni locale i poster voluti dal ministero, elenchi minuziosi e dettagliati di bevande con i loro gradi alcolici e gli effetti su uomini e donne in base al peso corporeo, dalla birra al digestivo, dallo champagne ai ready drink, e chi non li espone rischia di vedersi chiuso il locale fino a sette giorni. Tutti dovranno imparare che anche troppe birre analcoliche possono far schizzare l’etilometro e il vino rosso preso sbadatamente a stomaco vuoto può essere da ostacolo alla guida.

“Il ministero è stato pasticcione, le tabelle sono cervellotiche, incomprensibili e inefficaci”, attacca Edy Sommariva, direttore della Fipe, la federazione che riunisce i pubblici esercenti. “Questi elenchi potrebbero servire in un supermercato quando si prendono confezioni chiuse ma non vanno bene in un locale, poi i tempi sono ristrettissimi, troppi pochi giorni per stamparle e diffonderle, noi proponiamo di metterci intorno ad un tavolo e riscriverle”. Perché così contrari? “Per esempio nei casi in cui la birra viene servita alla spina, casistica non riportata sulle tabelle, diventa difficile fare un rapido calcolo sulla quantità e sulla gradazione alcolica ingerite. Lo stesso vale per i cocktail dove la percentuale di superalcolico è variabile e quindi difficilmente calcolabile dal consumatore”.
Il provvedimento è nel decreto del 30 luglio 2008, ultima attuazione del decreto Bianchi del 2007, si tratta delle “disposizioni urgenti per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione”. Ma la polemica della Fipe parte da più lontano. Ai gestori di discoteche, pub e locali ad alto grado di divertimento non è mai andata giù la legge che proibisce di “somministrare” bevande alcoliche dopo le due. “È una legge che non serve a nulla, noi siamo favorevoli ai controlli, al guidatore designato, quest’ultimo provvedimento è un segnale che il governo non vuole cambiare direzione”. Aggiunge Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe: “Abbiamo già scritto al ministero del Lavoro, della Salute e della Politiche Sociali, chiedendo l’immediata sospensione del provvedimento o almeno una proroga di 60 giorni della sua entrata in vigore”. Il provvedimento ha anche un suo lato “formativo”: stabilisce che titolari e gestori dovranno preparare barman e camerieri per sensibilizzarli ad “una somministrazione responsabile” dell’alcol ai clienti. Le tabelle per quanto precise sono comunque orientative trattando di “livelli teorici di alcolemia”, è infatti impossibile stabilire precisamente quali possono essere le reazioni all’alcol che dipendono da diverse variabili e da fattori soggettivi. I gestori dovranno esibire anche le tabelle con gli effetti dell’alcol, collegati ai vari stadi della bevuta. Il provvedimento contestato dai gestori di locali piace all’Associazione vittime della strada: “Non siamo contrari se poi le tabelle possono essere più chiare tanto meglio”. (La Repubblica)

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