Aiuto, la pizza è impazzita…

Made in Italy. Si è trasformata in pizzacono e calzonpizza, viaggia in contenitori atermici, risorge tra freezer e microonde. Quella vera esiste ancora? Sì, ma bisogna riconoscerla tra mille imitazioni… …Provatela con il Barbera… Non solo birra. Tutto dipende da cosa c’è sulla pizza: i vari tipi per l’abbinamento hanno in comune solo il disco di pasta.

La birra, con cui la pizza condivide la magia dei lieviti, è una scelta elegante. Gabriele Bonci, del Pizzarium di Roma, propone una mappa ragionata: “Pils secche e decise per pizze con verdure e insaccati; lager oro pallido per la margherita e quelle con pesce; doppio malto ambrate e inglesi aromatiche per pizze con formaggi”. Per il vino, bianchi o rossi? Dovendo fare i conti con l’acidità del pomodoro, no ai rossi più impegnativi per corpo, struttura, tannini, come i Barolo, Barbaresco, Supertuscans, Solaia, Tignanello, Sassicaia. Ottimo un Barbera giovane o un Lambrusco. A Sud vince la rotondità degli Aglianico campani o della Basilicata, e, tra i siciliani, i Nero d’Avola e i Frappato. Stesso destino per i bianchi. Troppo aromatici e acidi quelli altoatesini e friulani, perfetto Fiano, Falanghina, Greco in Campania, Verdicchio nelle Marche, Inzolia e Grillo in Sicilia. (Panorama)

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *