Agricoltura e biodiversità al G8

Il G8 dei ministri dello Sviluppo e della Cooperazione ha indetto una sessione di lavoro specificamente rivolta ai rappresentanti dei Paesi africani e delle organizzazioni internazionali. Le agenzie, e tra esse Bioversity International, hanno discusso il problema della povertà e dello sviluppo in tempi di crisi economica globale.
«Di fronte alla crisi globale è importante riuscire a convogliare gli aiuti laddove hanno più impatto e più possibilità di successo.  Investire nella ricerca in agricoltura offre un ritorno maggiore in termini di crescita economica e riduzione della povertà di altri tipi di aiuto allo sviluppo – dice Emile Frison, direttore generale di Bioversity International -. Abbiamo bisogno di trovare e finanziare diversi strumenti per garantire la sicurezza alimentare alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo».
Queste affermazioni fanno seguito all'intervento in cui Stefano Manservisi, Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo della Comunità Europea, ha fortemente sostenuto la necessità di rimettere l'agricoltura al centro dell'agenda per lo sviluppo. Lo scorso maggio la Commissione europea, insieme alla Banca mondiale e alla Banca di Sviluppo africana, hanno promesso ulteriori aiuti.
Jacques Diouf, Direttore Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao), ha esortato i donatori ad aumentare gli investimenti in agricoltura. Kanayo Nwanze, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), l'agenzia delle Nazioni Unite che lotta contro la povertà rurale, ha sottolineato l'importanza di convogliare gli aiuti in Africa a beneficio dei piccoli contadini e di sostenere il Gruppo Consultivo sulla Ricerca agricola internazionale (Cgiar). Questo organismo, che a sua volta sostiene Bioversity International, ha come missione il coordinamento ed il supporto di 15 centri di ricerca per l'agricoltura nei paesi in via di sviluppo.
La dichiarazione finale dei Ministri, che sarà discussa al G8 di Luglio all'Aquila, riconosce dunque la centralità dell'agricoltura nei processi di sviluppo ed afferma la necessità di «politiche coerenti e basate sulla ricerca scientifica che promuovano una crescita in agricoltura equa e rispettosa dell'ambiente, e che questa venga sostenuta da maggiore cooperazione a livello locale, regionale ed internazionale».
«Questa è veramente una buona notizia – commenta Frison – quelli di noi che lavorano quotidianamente sul campo sanno cosa è necessario per raggiungere dei risultati e il supporto che riceviamo dai governi e dalle organizzazioni nostre partner per noi è vitale».
La percentuale degli aiuti allo sviluppo rivolti al settore agricolo è precipitata dal 17% nel 1980 al meno del 3% nel 2006. (Bioversity International)
 

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