Il Vulture dell’Aglianico!: Il viaggio continua…(Seconda puntata)

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a cura di Fabrizio Vicari – Sommelier – Staff GustoVino

Dopo tale “immersione nell’Aglianico” siamo stati ospitati per il pranzo presso la cantina di Sara Carbone che sorge sulla parte più alta della collina, circa 500 mt s.l.m. in località Braide, dove si trovano 8 ettari coltivati ad Aglianico e Moscato di nuovo impianto, una zona incantevole, da cui si gode un panorama mozzafiato di fronte al vulcano spento…
Il nucleo storico dei vigneti dell’azienda Carbone, si trova invece a Melfi in località Piani dell’Incoronata e Montelapis, ad oltre 500 mt s.l.m., con altri 10 ettari coltivati ad Aglianico e Fiano…


Il pranzo si è svolto a base di piatti del territorio, alcuni cucinati in modo eccelso dalla madre di Sara (già famosi i suoi taralli!), contornati da alcuni prodotti tipici locali come il Pecorino di Moliterno e il Pane di Matera forniti da Giuseppe a Angela di “Sapori dei Sassi”
Il tutto è stato accompagnato da alcuni vini reduci dalla batteria mattutina, ma soprattutto da una serie di ottime “bollicine” gentilmente offerte da Lucia Barzanò, dell’azienda franciacortina “Il Mosnel”, e da Champagne, grazie alla presenza di un altro componente della comitiva, IMG_5565Federico Miniussi, consulente ed importatore…

La prima parte del pomeriggio, prevista in verità per il riposo, è stata invece dedicata, da un piccolo gruppo ancora “affamato d’Aglianico”, alla visita dell’azienda di Michele Laluce situata fra le colline di Ginestra (piccola frazione tra Barile e Venosa), a circa 400 mt, in un’area di circa 6 ettari di vigneto, su terreni argillosi ed ovviamente vulcanici…

Michele è una persona semplice e vera, come quelle che piacciono a noi…la sua umiltà deriva probabilmente dal suo essere contadino, come si vede dalle mani forti e callose usate per lavorare…
Il fatto poi di essere anche a capo del Consorzio del Vulture dimostra quanto sia una persona determinata, ma anche appassionata della propria terra e del proprio lavoro…e siccome si sa che il vino rispecchia il carattere di chi lo fa, possiamo senz’altro affermare che quanto assaggiato nella sua cantina lo conferma in pieno…

IMG_1344Abbiamo avuto modo di degustare le annate in divenire del vino di punta della cantina, “Le Drude”, di cui la mattina avevamo assaggiato il 2006 (ottima, e forse un gradino superiore il 2007…), vinificato in assemblaggio tra botti da 30 hl tonneaux da 500 lt, ed altri 2 begli esempi di Aglianico, lo “Zimberno 2006”, fruttato e speziato, e il “S’Adatt 2008” il “fratellino” piccolo dei due precedenti, ma con una grande beva e un rapporto q/p davvero interessante!

Inoltre Michele produce un bianco molto piacevole, il Morbino, derivante da Moscato per il 60% e Malvasia per il restante: ovviamente aromatico, è anche balsamico, solare e minerale.
Un gran bel vino a nostro giudizio, peccato sia terminato, infatti ne vengono prodotte solo poche migliaia di bottiglie e purtroppo non siamo riusciti a portarne via nemmeno una…speriamo di avere più fortuna nella prossima annata!

Come da programma più o meno puntuali alle 18,15 circa  il gruppo è salito sul pullman alla volta della cantina di Elena Fucci

IMG_1354Elena ha circa trenta anni, ma se non fosse per la gradevole presenza “minuta”, sia ha l’impressione di trovarsi davanti ad una donna già “navigata” nel vino per la forza e la determinazione che esprime quando parla della sua cantina e del suo lavoro.

L’azienda ha alle spalle quattro generazioni di coltivatori di uva Aglianico, ma solo a partire dal 2000 vinifica in proprio, come tiene a puntualizzare la stessa produttrice: “Noi vinifichiamo solo le nostre uve perché puntiamo sulla qualità. E’ questa la nostra filosofia aziendale”…
Elena ha studiato a Pisa viticoltura ed enologia, e dopo una prima fase di avvio con la consulenza di Sergio Paternoster, dal 2004 è lei a curare personalmente tutte le fasi di vinificazione.

La proprietà ha 7 ettari di tra cui 6 di vigneti, dell’età di 55-60 anni, situati tra i 550 e i 650 metri sul livello del mare, su terreni vulcanici in località Barile, nella contrada di Titolo, da dove prende il nome l’unico vino aziendale prodotto.

Elena ci accoglie insieme al padre Salvatore (“uomo immagine dell’azienda”, come preferisce definirlo la figlia), facendoci iniziare il nostro giro nella sua cantina in parte cantiere, che spera di ultimare entro un anno, con circa 300 metri quadri di superficie che si aggiungeranno ai 100 attuali, ideata secondo i moderni criteri della bioarchitettura e quindi a basso impatto ambientale.

Il Titolo 2008, circa 18.000 bottiglie…

Svolge la fermentazione malolattica in barriques di rovere di Allier francese tutte di primo passaggio con tostature per lo più medie.
Qui sosta per circa 12 mesi ed una volta imbottigliato il vino affina ulteriori 12 mesi in bottiglia.

Dalle rese sono molto basse (intorno ai 40 q.li/ha) ne deriva un vino dal colore rubino con riflessi violacei e naso piuttosto complesso dove il legno non è ancora perfettamente integrato, ma solo per la giovane età.
All’olfatto è un susseguirsi di fiori appassiti, frutti neri e spezie (rabarbaro), amalgamati a sentori  minerali provenienti dal suolo vulcanico. In bocca ritroviamo le note speziate, pepe nero soprattutto, mentre il finale è leggermente tannico, ma di bella grana.
Un vino sontuoso ed elegante, ma che esprimerà il meglio tra qualche anno…

Continua con la terza parte – E per noi…finisce!

 

Fabrizio Vicari
Sommelier
Staff GustoVino

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