Accordo sul vino tra UE e Australia

Champagne, Port, Burgundy, Chablis, Graves, Manzanilla, Marsala, Moselle, Sauterne, Sherry e White Burgundy: questi i nomi che i produttori di vino australiani non potranno più scrivere sulle loro etichette. E’ il frutto di un accordo siglato tra UE e Australia con il quale l’Unione Europea mette fine all’uso “cattivo” di questi termini da parte dell’Australia.

La fase di transizione durerà un anno. Solo per il termine Tokay si prevede una transizione che dura 10 anni. Secondo il commissario Mariann Fischer Boel:
“Abbiamo ottenuto protezione per le nostre indicazioni geografiche e per le nostre espressioni tradizionali, la cosa più importante per i produttori europei”
Addio champagne
Già in precedenza i produttori australiani avevano rimosso il termine champagne rimpiazzandolo con “sparkling wine” o “methode champagnoise”.
Riconoscimento della provenienza australiana
E’ riconosciuta la provenienza da regioni australiane come Coonawarra in South Australia, Margaret River in Western Australia e Yarra Valley.
Riconoscimento delle pratiche di wine-making australiane
Sono riconosciute le pratiche come l’oak chipping, una pratica di invecchiamento in botti molto utilizzata in Australia e meno costosa di quella tradizionale.
Procedura di certificazione più semplice
L’Australia ha ottenuto anche una procedura di certificazione più semplice per i vini esportati nei 27 stati dell’UE. Per la prima volta i rossi della Barossa Valley e di Heathcote possono entrare nel mercato europeo. (vino24.tv)

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