A rischio il 30% dei vini Doc…

Martelli: tante piccole doc non fanno i controlli… Siamo alla vigilia della seconda fase dell’applicazione dell’Ocm vino. Dal 1 agosto 2009, infatti, entreranno in vigore le nuove norme relative ai controlli, all’etichettatura e alle pratiche enologiche. Unione europea e Stati membri stanno ritardando nell’emanare le disposizioni operative ma “la data del 1 agosto 2009 non è prorogabile” come conferma Giuseppe Martelli, direttore generale Assoenologi e Presidente del Comitato vini del Ministero delle politiche agricole, che illustra anche novità e orientamenti nell’applicazione della nuova organizzazione comune di mercato.

Controlli. Il sistema di controlli delle doc e docg sarà equiparato a quello delle dop. Non potranno quindi più essere i consorzi a effettuare i controlli ma solo l’ente centrale, in Italia l’Ispettorato controllo qualità delle produzioni agroalimentari (Icq), oppure società di certificazione terze autorizzate dall’Icq. “L’orientamento di Assoenologi, che mi pare sia stato ben accolto dal ministero – afferma Martelli – è quello di concedere alle doc che abbiano già un piano di controlli approvato dall’spettorato, una fase di transizione di due-tre mesi, rispetto alla fatidica data del 1 agosto, per garantire un efficiente passaggio di consegne tra il nuovo organismo di controllo e il consorzio”. Non tutte le denominazioni d’origine si sono tuttavia messe in reeola e hanno presentato all’Icq il piano di controlli al 31 dicembre 2007, come stabilito dalle norme. “Il 30% della produzione nazionale di vino a Doc si trova in questa situazione irregolare – continua Martelli – e il Ministero vorrebbe offrire anche a queste realtà l’opportunità di mettersi in regola con la nuova Ocm. Dopo, però, non vi saranno più scuse, questa sarà davvero l’ultima chance”. La soluzione allo studio prevederebbe una fase di transizione più lunga, fino alla fine dell’anno, periodo durante il quale i consorzi dovrebbero presentare il piano di controlli all’Icq e i produttori garantirebbero, a mezzo di autocertificazione, origine dell’uva, del vino e rispetto del disciplinare di produzione. L’autocertificazione sarebbe soggetta al controllo dell’Ispettorato. Alla vigilia della vendemmia questo espediente consentirebbe ai vitivinicoltori di certificare anche l’annata 2009, ma non di commercializzarla come doc, non fino a quando il consorzio avrà adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla nuova organizzazione comune di mercato.
Etichettatura. I produttori sono in fibrillazione anche per il prossimo varo di altre norme tecniche. “La Commissione europea, con notevole ritardo – afferma Martelli – sta per promulgare, probabilmente avverrà verso la metà di luglio, i regolamenti riguardo etichettatura e pratiche enologiche. L’Italia sarà quindi chiamata a emanare i propri decreti applicativi che però dovranno passare, prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dalla Conferenza Stato-Regioni. Non è quindi possibile garantire che i provvedimenti vengano varati prima del primo agosto 2009”. Giuseppe Martelli rassicura però i produttori: “in base alle bozze dei regolamenti comunitari approvati dalla Commissione il 19 giugno scorso e giunteci per ora solo in francese e inglese non vedo insormontabili difficoltà, anche perché l’articolo 73, norma transitoria del regolamento, prevederebbe la possibilità che possano essere commercializzate fino al 31 dicembre 2010, in deroga alle nuove norme, le scorte presenti in azienda”. Più complesso sarà per i vini indicanti nome del vitigno e annata, la nuova possibilità offerta ai produttori dall’organizzazione comune di mercato. “Il decreto, in questo caso – anticipa Martelli – vedrà probabilmente la luce alla fine di agosto – inizi di settembre. Nel frattempo il Comitato vini ha suggerito al ministero di emettere una circolare che indichi i vitigni per i quali questa opportunità viene esclusa. Si tratta di dare ai vitivinicoltori un’informazione che, sebbene non abbia la stessa portata del decreto, può aiutare nel prendere decisioni e definire strategie aziendali”.
Nuove doc e modifiche ai disciplinari di produzione. Dal primo agosto 2009 tutte le richieste di nuove doc o di modifica ai disciplinari di produzione in essere dovranno essere approvate da Bruxelles, secondo le medesime procedure delle denominazioni d’origine protetta. Allegato alla documentazione vi dovrà essere quindi anche il parere del Ministero che sarà quindi chiamato a indicare, mediante decreto, l’autorità competente e le modalità di redazione del suddetto parere. Tutto questo sempre che non si decida di percorre la strada di una revisione più organica della 164/92, legge che disciplina le denominazioni d’origine controllata e che comunque avrebbe necessità di un aggiornamento perché la nuova Ocm vino ne cancella, di fatto, molti articoli. (Italia Oggi)

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